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L’ottantacinquenne George Soros immortalato nell’aprile del 2014 durante l’iniziativa volta a legalizzare la marijuana negli Stati Uniti

Washington, 14 mar – George Soros dopo aver speso una vita ad arricchirsi giocando d’azzardo sulle borse finanziarie mondiali, dopo aver trascorso lustri interi a speculare e accumulare, sta dedicando gli ultimi anni della sua vita a modellare il mondo a suo piacimento. Ed ecco che la sua figura stregonesca compare qua e là, in ogni angolo del globo, ora a finanziare una rivoluzione, ora a promuovere diritti umani o a foraggiare quel dato candidato.

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L’ascesa di Donald Trump, sempre più accreditato per la nomination repubblicana in vista delle presidenziali di novembre, non è cosa gradita al magnate statunitense di origine magiara. Soros non ha mai avuto necessità di nascondersi. Non lo fece quando speculò affossando la nostra lira nel lontano 1992 e non lo ha nemmeno fatto recentemente in Ucraina dove ha assunto la controversa figura del manovratore del golpe politico avvenuto nel 2014. E così succede che l’orticaria nei confronti di Trump, George Soros abbia deciso di affrontarla lanciando una campagna da 15 milioni di dollari nella speranza di riuscire a portare alle urne il maggior numero di latino americani e di immigrati. Oltre a Soros, che comunque ha contribuito con un lascito di 5 milioni, sono presenti altri donatori tutti di fede liberal con l’intento di contrastare Trump che ha più volte dichiarato guerra all’immigrazione.

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E’ la più grande campagna democratica in favore dei latino americani che negli intenti dovrà convincerli a votare contro Trump. L’obiettivo è riuscire a portare alle urne 400 mila nuovi elettori alle prossime presidenziali. Soros ha riferito al New York Times di essere preoccupato per quello che considera il tono xenofobo dei repubblicani che stanno correndo per la presidenza Usa. E ha ammesso di essere rimasto sconvolto dalla promessa di Trump e di altri, volta a vietare l’ingresso dei rifugiati musulmani negli Stati Uniti. “La retorica anti-musulmana e anti-immigrazione che è stata alimentata dalle primarie repubblicane è dannosa per la nostra democrazia e i nostri interessi nazionali. Ci dovrebbero essere conseguenze per le dichiarazioni vergognose e per le proposte che sentiamo regolarmente”.

A leggere le ultime righe si fa fatica a capire se siano parole proferite da Laura Boldrini o da George Soros. Ed in effetti i margini di differenza tra la sinistra radical-chic europea e quella liberal statunitense sono oramai nulli ma cosa ancor più evidente è constatare come le idee partorite dal magnate Soros siano in tutto e per tutto simili a quelle promosse dai nostri Vendola, Ferrero, Boldrini con l’appoggio esterno dei centri sociali. A questo punto non ci sorprenderebbe apprendere che dietro ai contestatori, che all’impazzata stanno disturbando, in questi ultimi giorni, i comizi pubblici di Trump, ci siano altre centinaia di migliaia di dollari spesi da Soros.

Giuseppe Maneggio

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7 Commenti

  1. Lui è il nemico. Forse gli resta ancora poco tempo da vivere, ma temo che, prima che satana lo porti con sé in fondo all’infermo, riuscirà a fare un bel po’ di danno. Maledetto escremento apolide.

    • Troppi danni ha fatto e mai arrestato però attenzione non alzare il braccio destro magari per errore che la foto del “cattivo” arriverà anche tra i pinguini o sulla Luna !!!

  2. Devo dire che è molto strano vedere incidenti di piazza durante le primarie, a memoria del sottoscritto non ricordo episodi come quelli avvenuti negli ultimi giorni, con rinvio delle conventions per evitare lo scontro tra i diversi sostenitori.

  3. Non sono un fun di Trump ma se soros è contro allora mi sembra chiaro che Trump diventa un angelo a confronto

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