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Berlino, 19 set – Per gli outsider della politica, osteggiati dai media “ufficiali”, è risaputo che internet rappresenta una piattaforma comunicativa di fondamentale importanza. È stato così per i grillini (in questo veri e propri pionieri) e così è stato per Trump che, fatto a pezzi su giornali e tv, è riuscito a sconfiggere la Clinton grazie alla potenza di fuoco dei suoi alternative media. E lo stesso discorso vale, infine, per tutti quei movimenti che solitamente vengono marchiati a fuoco in quanto “populisti”.

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Un manifesto propagandistico dell’Afd: ma il partito è molto più forte sui social media

In questa fattispecie rientra senza dubbio il partito sovranista tedesco Alternative für Deutschland (Afd), che, malgrado la pessima pubblicità di cui gode presso tutti i media tradizionali, è comunque riuscito a dotarsi di un arsenale comunicativo di tutto rispetto sui social media, staccando nettamente tutti gli altri partiti tedeschi. A confermarlo è, inoltre, un recente studio dell’Università di Oxford che, peraltro, sarà presentato presto anche a Berlino. La ricerca dell’ateneo oxoniense si è concentrata in particolare su Twitter, dimostrando quanto l’Afd sia qui riuscita a sfuggire ai filtri dei media ufficiali e a diffondere le proprie idee e il proprio programma elettorale.

L’Afd, del resto, in questo tipo di propaganda ha investito cifre a cinque zeri. L’esborso è stato ripartito in maniera uniforme – come ha dichiarato il responsabile della campagna elettorale del partito, Thor Kunkel – tra Facebook, Twitter e Google. Eppure, è proprio Google che sta creando più di qualche grattacapo all’Afd, tanto che Kunkel ha parlato in proposito di un vero e proprio sabotaggio. Se Twitter e Facebook si sono spesso distinti per una certa neutralità politica, questo non si può certo dire anche per il motore di ricerca più famoso del mondo, come ha dimostrato il suo comportamento sospetto in favore di Hillary Clinton durante la campagna elettorale per le presidenziali americane. Ad ogni modo, le elezioni nazionali tedesche sono ormai vicinissime (24 settembre), e solo allora si potrà dire se anche l’Afd sarà riuscito a far breccia tra i cittadini nonostante l’ostilità generale di partiti e mezzi di comunicazione di massa.

Giulio Prettenthaler

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