Madrid, 26 apr – Questa domenica gli spagnoli saranno chiamati al voto per eleggere i nuovi membri del Parlamento di Madrid. Dopo una legislatura burrascosa e finita anzitempo, i risultati elettorali che porteranno alla formazione della nuova maggioranza sono tuttora incerti. È per questo che Bruxelles – che in linea teorica dovrebbe rimanere super partes – ha sguinzagliato uno dei suoi cani da guardia più fidati, ossia l’ineffabile Pierre Moscovici. Già famoso per le sue bacchettate al governo gialloverde e per l’affossamento della «manovra del popolo», il commissario europeo per gli affari economici e monetari è quindi sceso in campo per evitare che il sempre più claudicante fronte europeista, a un solo mese dalla tornata continentale, perda anche un altro pezzo, e cioè, appunto, la Spagna.

Un assist alla sinistra

In un’intervista a El País, Moscovici ha decantato i presunti progressi fatti dalla Spagna in campo economico. La cura dimagrante (leggi: austerity) imposta da Bruxelles a Madrid, secondo il commissario, avrebbe portato a una ripresa che permetterebbe ora addirittura di alzare il salario minimo. Ovviamente, si tratta di una mistificazione bella e buona e, al tempo stesso, di un chiaro assist al Partito socialista di Pedro Sánchez e ai «compagni» di Podemos. Dopo misure da lacrime e sangue, infatti, Sánchez e i suoi alleati possono finalmente presentarsi all’elettorato spagnolo dicendo «qualcosa di sinistra».

«I partiti di destra minacciano la democrazia»

Ma il meglio di sé – si fa per dire – Moscovici lo tira fuori quando arriva il momento di attaccare i concorrenti dei socialisti e degli pseudo-populisti di Podemos: mettendo in guardia dall’«avanzata dell’estremismo e del nazionalismo», il fedelissimo di Macron sferra un palese attacco ai sovranisti di Vox, affermando – con un’imparzialità davvero commovente – che «i partiti di destra sono una minaccia per la democrazia europea». Per Moscovici, però, «la Spagna dispone di un solido blocco politico di centro che può prevenire la deriva populista registrata in Italia». E su chi punta il commissario Ue? Ma naturalmente sul Partito popolare (centrodestra), sul Partito socialista (centrosinistra) e su Ciudadanos (populisti di centrodestra), i quali avrebbero, a detta di Moscovici, «programmi politici credibili» (leggi: pro Bruxelles). Tutti insieme appassionatamente contro la «marea sovranista», insomma.

La «Spagna viva»

L’ingerenza di Moscovici nelle elezioni politiche spagnole si è resa necessaria a causa della sorprendente ascesa di Vox. Guidato dal carismatico Santiago Abascal e fresco di numerose vittorie, il partito sovranista – che si autodefinisce come la «Spagna viva» – è in effetti lanciatissimo verso un ingresso trionfale al Congresso dei Deputati spagnolo e, con ogni probabilità, anche all’Europarlamento. I sondaggi più aggiornati danno infatti Vox tra il 10 e il 12,5%. Un risultato veramente ragguardevole per un partito nato in anni recenti ma che, in poco tempo, sta bruciando le tappe e potrebbe diventare l’ago della bilancia della politica spagnola. Moscovici e Bruxelles permettendo, ovviamente.  

Valerio Benedetti

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1 commento

  1. Per Moscovici dobbiamo votare i partiti che appoggiano oligarchie private straniere che si sono impossessati della creazione del denaro tramite banche oramai tutte privatizzate e BCE privata che creano denaro dal nulla a costo zero ed esentasse e che depredano i beni pubblici e privati degli stati in cambio di pezzi di carta che solo loro possono creare?

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