Roma, 26 apr – Il caso Siri, il sottosegretario indagato per corruzione, tiene la maggioranza in bilico, con un braccio di ferro Lega-M5S in cui Di Maio tira la giacchetta al premier Conte – “Sono sicuro che farà dimettere il sottosegretario indagato” – e il Carroccio che lancia l’avvertimento: “Se il presidente del Consiglio interviene senza consultarci, gli togliamo la fiducia“. La crisi di governo adesso è veramente vicina. Ora starà ai due alleati rimandarla almeno fino a dopo le Europee (che poi sarebbe il disegno del leader della Lega Salvini).

Centinaio: “Se Conte rimuove Siri senza consultarci lo sfiduciamo”

“Se venisse fatto un decreto per rimuovere il sottosegretario Armando Siri senza l’accordo della forza politica che lo ha espresso la cosa sarebbe molto grave, verrebbe meno la fiducia nei confronti del presidente del Consiglio che decide senza interpellare uno dei due contraenti”. Il messaggio forte e chiaro arriva dal ministro per le Politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio, intervenuto a 24 Mattino su Radio 24, in risposta a una domanda sul sottosegretario indagato per corruzione. “Il presidente Conte non arriva da Marte – sottolinea Centinaio – ma è stato scelto da Lega e Movimento 5 Stelle, e di conseguenza sa benissimo come stanno le cose. Noi siamo un alleato fedele ma non stupido, prima di prendere una decisione del genere Conte dovrebbe almeno sentire il segretario della Lega, Matteo Salvini“.

Di Maio in pressing su Conte


Il premier Giuseppe Conte “dovrebbe spingere Siri alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro“. Così il vicepremier e capo politico del M5S in una intervista al Corriere della Sera, torna ad attaccare la Lega sul caso Siri. “Questo attaccamento alla poltrona non lo capisco. Gli abbiamo chiesto un passo indietro. Continui a fare il senatore, non va mica per strada. Parliamo tanto di lotta ai delinquenti – prosegue Di Maio – e quando un politico è indagato per corruzione stiamo zitti? Eh no, non funziona così. Dove è la coerenza?”.

Salvini: “Siri? Per me deve restare”

Io di pazienza ne avrei, ma la gente si avvicina per fare selfie, stringermi la mano e mi dice: ‘Matteo, ma questi 5 Stelle vogliono continuare ancora così? Ti attaccano sempre? Perché non rompi?‘”. Lo dice il vicepremier Salvini in un’intervista a Repubblica. “Io non voglio fare polemiche – aggiunge – Ma mi chiedo se la mia stessa pazienza ce l’hanno ancora gli elettori che hanno voluto questo governo”. Nessun contatto con Luigi Di Maio? “No, non l’ho sentito – spiega  – Ma soprattutto non rispondo alle provocazioni. Sono entrato in una fase zen”. Quanto al caso Siri, “il presidente del Consiglio è libero di incontrare chi vuole. Io con Siri ho parlato, mi ha detto di essere tranquillo e tanto mi basta. Per me deve restare al suo posto. E spero abbia modo di spiegare ai magistrati, che in un Paese normale lo avrebbero chiamato dopo un quarto d’ora, non settimane dopo”, conclude.

“Arata? L’ho incontrato solo una volta. Pensiamo ad altro”

L’ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti“. Così il leader della Lega, a margine di un’iniziativa elettorale a Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, risponde ai giornalisti dopo che i 5 Stelle sono tornati ad incalzarlo sui suoi legami con il faccendiere Paolo Arata, ritenuto il socio di Vito Nicastri, re dell’eolico, indagati con Siri.

Adolfo Spezzaferro

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