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Madrid, 29 apr – La cosiddetta «anomalia spagnola» non esiste più. Ora, infatti, anche la Spagna ha un partito sovranista. Con le elezioni politiche di ieri, ben 24 candidati di Vox hanno conquistato il proprio seggio al Congresso di Madrid. Un 10,3% che corrisponde alla bellezza di 2 milioni e mezzo di voti. E pensare che, fino al 2016, in tutta la Spagna Vox era stata capace di raccoglierne appena 47mila. Un’ascesa formidabile, quella compiuta dal partito guidato dal giovane e carismatico Santiago Abascal. Un’ascesa propiziata dalla crisi catalana e dai refoli secessionisti provenienti da Barcellona. E infatti – mentre il Partito popolare si schiantava contro uno scandalo di corruzione che gli è costato il governo – Vox richiamava invece il popolo spagnolo al patriottismo, all’unità e all’indivisibilità della patria.

La “Spagna viva”

Vox, a modo suo, ha provocato un piccolo terremoto nella geografia della politica spagnola, andando a riempire un vuoto che né il Partido popular né i populisti «perbene» di Ciudadanos erano riusciti a colmare. E lo ha fatto con un trasporto di popolo che, attualmente, non ha eguali in Spagna. Ben pochi avversari in effetti, gridando all’allarme «estrema destra», si sono accorti che Vox è l’unico partito che, in una nazione rassegnata, riesce a riempire le piazze e a suscitare un entusiasmo contagioso. Abascal, giovane e di bell’aspetto, eloquente ma semplice, usa parole forti e dirette. Non chiama «amici» i suoi elettori, ma «compatrioti». Non ha timore nello scagliarsi contro la derecha cobarde e, al contempo, contro la dictadura progre, cioè contro la «destra codarda» e la «dittatura progressista». Parla di «riconquista» e di «patria che non si discute, ma si difende». Parole che molto difficilmente sentiremmo sulle labbra di altri sovranisti (veri o presunti) in giro per l’Europa.

Prossimo obiettivo: Bruxelles

Per gli spagnoli, naturalmente, le Politiche hanno rappresentato una specie di prova generale in vista delle Europee. È però difficile che la stessa affluenza (molto alta) registrata per le elezioni nazionali possa confermarsi anche il 26 maggio, allorché tutti gli europei saranno chiamati a rinnovare l’Europarlamento. E questo, per un partito di elettori fortemente motivati e fidelizzati, è un grande vantaggio. Del resto, Vox è praticamente l’unico partito spagnolo che parla esplicitamente di sovranità da difendere contro gli eurocrati antinazionali. Non ci resta quindi che attendere il 26 maggio per sapere quanto questo sentimento sovranista spagnolo peserà, in termini di seggi, al Parlamento di Bruxelles.

Valerio Benedetti

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