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Berlino, 6 set – Nella quotidiana gara alla reductio ad nazium, si piazza in prima fila questa settimana niente di meno che Angela Merkel. In una dichiarazione di lunedì, difatti, la cancelliera ha esortato i cittadini della Germania a difendersi dall’odio e dalla divisione propagati “dall’estrema destra e dai neo nazisti” durante le proteste “xenofobe” della settimana scorsa a Chemnitz, seguite all’ennesimo accoltellamento letale di cui è imputato un immigrato curdo.
Il primo a chiamare in causa i tedeschi, chiedendo loro di «scendere dai propri divani e aprire bocca» contro la xenofobia è stato il ministro degli Esteri Heiko Maas, ma la cancelliera ha diffuso tramite il proprio portavoce, Steffen Seiberg, anche il suo personale invito ai cittadini ad alzare la voce «contro l’odio e contro il tentativo di dividere questo Paese», dopo una settimana di manifestazioni opposte che ha visto le formazioni di destra sovrastare i numeri di quelle antagoniste. Facendo riferimento allo striscione che apriva uno dei cortei nella cittadina della Germania orientale, Seiberg ha precisato che «queste persone che marciano e sono inclini alla violenza – alcune hanno anche mostrato spudoratamente la loro vicinanza al nazismo – non stanno dalla parte di Chemnitz né della Sassonia in generale, né tantomeno sono “il popolo”».
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Non ha tardato la replica dell’AfD, che in Sassonia ha ricevuto un sostegno elettorale particolarmente forte grazie alla propria campagna anti-migranti, tramite le dichiarazioni del co-responsabile e portavoce Jörg Meuthen: «Qui c’è un intero Stato e tutta la sua gente, diffamati semplicemente perché portatori di un risentimento distinto e comprensibile dovuto alle attuali circostanze». Non è difficile cogliere che le “attuali circostanze” alle quali si fa riferimento siano largamente imputabili alle politiche pro-immigrazione della Merkel, che hanno portato all’arrivo in Germania di oltre un milione di richiedenti asilo dal 2015.
È stata anche lanciata una campagna sui social media che invita tutti coloro che sono impossibilitati a raggiungere le manifestazioni anti-xenofobia inscenate a Chemnitz ad appendere un poster colorato sulla finestra o sul balcone per mostrare il proprio sostegno alla causa antirazzista. Già in passato la strategia dei gessetti colorati, delle barchette, delle magliette rosse e degli hashtag ha dimostrato con comprovata efficacia di poter salvare l’Europa: perché cambiare tattica?
Alice Battaglia

1 commento

  1. Ormai il punto di non ritorno per un’Europa dei popoli liberi che si vuole liberare da questa deportazione è chiaramente superato.
    Se non verrà accompagnata dalla politica sarà un disastro sociale perchè la gente è stanca di essere violentata in tutti i sensi.

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