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Schermata 2016-05-30 alle 10.21.45Roma, 30 mag – Il Tg4 ai tempi di Berlusconi? Il Tg1 ai tempi del renzismo? Sono nulla, al confronto. La storia del lecchinaggio mediatico, dopo l’era Obama, andrà interamente riscritta. Mai, nella storia, un uomo politico aveva suscitato tanto entusiasmo aprioristico, tante letture inginocchiate. Si tratta, del resto, di un uomo che ha conquistato un premio Nobel solo per via della sua pigmentazione, quindi è lecito aspettarsi di tutto.



Ora che il suo mandato è agli sgoccioli, poi, ogni residuo di analisi politica va a farsi benedire, e sui media Obama assurge definitivamente al ruolo di buon padre di famiglia da sitcom afroamericana (non il dottor Robinson, però, viste le ultime evoluzioni…). Ecco allora che il Corriere della Sera rilancia le foto del presidente che gioca nella stanza ovale con dei bambini o che saluta amorevolmente un dipendente delle pulizie (ovviamente i politici bianchi e conservatori i bambini li picchiano, come noto). E come d’incanto la propaganda totalitaria con il leader che accarezza i bimbi vengono superate di slancio da una forma ben più raffinata, ma non meno spudorata, di martellamento pubblicitario sulle virtù umane del capo.

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Scrive con il cuore in mano Massimo Gaggi: “…Poi osservi queste foto, dai un’occhiata al dibattito preelettorale — gli sproloqui di Donald Trump, i goffi tentativi di Hillary Clinton di mostrarsi meno algida e arrogante, Bernie Sanders che non si rassegna alla realtà dei numeri e continua a delegittimare e demolire l’altro candidato della sua stessa parte politica — e senti che già rimpiangi un presidente che ancora deve andar via. Cerebrale, freddo, professorale, è stato detto. Ma anche molto umano, vero padre di famiglia, capace di giocare con un bambino anche quando sta per prendere decisioni tremende di vita e di morte, come gli attacchi di droni contro terroristi individuati su un automezzo o in una casa. Rimpiangeremo l’uomo dei diritti civili, il leader democratico che ha cercato (con poco successo) di difendere i più deboli”. Come non commuoversi? E pazienza se perfino al termine di questa marchetta invereconda, come se niente fosse, quasi per caso, il giornalista non può esimersi dal sottolineare “che, comunque, queste belle foto sono frutto di un ferreo controllo dell’informazione. Tra i pochi cambiamenti riusciti al presidente del ‘change’ c’è proprio questo: nell’era Obama dalla Casa Bianca sono uscite solo le immagini di Pete Souza, il suo fotografo personale”. Qualcosa che fa riflettere. O meglio, che farebbe riflettere. Poi arriva lo scatto tenerone di Obama che fa una carezza alla moglie. E allora come si fa a riflettere di fronte a tante coccole fuffolose?

Giuliano Lebelli

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