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mateenRoma, 13 giu – C’è l’Isis dietro l’attacco di Orlando alla discoteca gay? La cosa non è ancora chiara, e forse si tratta di uno dei sempre più frequenti attacchi isolati, frutto di follia individuale, al quale poi l’assassino dà una coloritura jihadista (cosa che lo Stato islamico si affretta a sfruttare).



Omar Mateen, l’uomo che è entrato al Pulse Club intorno alle 2 di notte e ha aperto il fuoco sui presenti, uccidendo 50 persone – è la peggiore strage con armi da fuoco della storia Usa – era figlio di immigrati afghani. Per due volte, nel 2013 e nel 2014, era stato attenzionato dalle autorità come potenziale terrorista, ma le indagini avevano concluso, forse troppo frettolosamente, che l’uomo non era un miliziano. La polizia ha comunque riferito che Mateen ha telefonato al 911 dicendo all’operatore di giurare fedeltà al leader dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Sul web lo Stato islamico, attraverso uno dei canali utilizzati dal Califfato, l’Amaq news agency, ha rivendicato l’attacco, definendo Mateen “un nostro combattente”. I simpatizzanti dell’Isis hanno celebrato sul web la sparatoria di Orlando come “il miglior regalo per il Ramadan”. I jihadisti, riferisce il sito di monitoraggio delle attività terroristiche Site, hanno lodato il killer: “Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso”.

Sulla radicalizzazione dell’uomo ci sono comunque testimonianze contrastanti. Mateen voleva fare il poliziotto, fece domanda all’accademia. Divenne invece guardia giurata. L’ex moglie Sitora Yusufiy è stata intervistata dal Washington Post: “Non era una persona stabile. Era bipolare. Mi picchiava e lo faceva anche solo perché il bucato non era pronto e cose del genere”. Ma ha negato che l’ex marito fosse un fervente religioso: “Preferiva trascorrere il suo tempo in palestra”. Ma altri lo descrivono come regolare frequentatore della moschea locale. Il padre del killer ha raccontato la storiella un po’ inverosimile secondo cui Mateen avrebbe visto due mesi fa due gay baciarsi e da allora avrebbe covato un odio senza controllo. Lo stesso genitore, tuttavia, sarebbe un fervente sostenitore dei talebani.

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2 Commenti

  1. Nel mio cinismo, ho esultato nell’apprendere che lo sparatore è o sarebbe un islamista, perché immagino quanto ci avrebbero speculato i radical dem e i disarmisti se si fosse trattato del “classico” estremista di destra psicopatico. Però apprezzo molto l’approccio pacato del Primato Nazionale alla notizia: è una prova di professionalità che difficilmente si riscontra in altre testate politicamente orientate. Bravi, bravo Scianca, siete i migliori.

  2. Pazzo come Breivik, musulmano tanto quanto il biondino è cristiano: tutti e due manipolati dal grande burattinaio.
    State lontani dalla droga!

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