Roma, 31 mag — Negli USA riesplode la domanda di “zaini antiproiettile” per bambini. Questa l’ultima notizia proveniente da oltreoceano dopo la strage della scuola elementare “Robb School” di Uvalde in Texas, dove, a causa di una sparatoria perpetrata da un diciottenne di nome Salvador Ramos, hanno perso la vita diciannove bambini e due insegnanti. Come riportato da insider.com, che ha interpellato Yasir Sheikh di Guard Dog Security (un’azienda che produce e distribuisce vari prodotti per l’autodifesa), a seguito della strage le richieste per gli “zaini antiproiettile” sono aumentate vertiginosamente.

Zaini antiproiettile. “Make our school safe”

Riportiamo testualmente quanto descritto da GuardDogSecurity.com: “Questi zaini antiproiettile di livello IIIA offrono protezione per il trasporto quotidiano, con un’abbondanza di funzioni integrate. Diamo con orgoglio una parte di tutte le nostre vendite di zaini antiproiettile a beneficio del lavoro in corso di Make Our Schools Safe.” Una persona in piedi sulla linea di tiro può tenere lo zaino fino alla testa o al petto per deviare i proiettili, come mostrano le illustrazioni dei prodotti sul sito web. Gli zaini sono disponibili in diversi colori e modelli alcune aziende usano temi in stile Disney o Avengers, e pesano meno di due chili, secondo le descrizioni dei prodotti reperibile sul sito ufficiale.

Mc Armor Company, azienda specializzata nella produzione e vendita di dispositivi di protezione personale, attraverso Carolina Ballesteros, responsabile marketing, ha rilasciato quanto segue: “”Normalmente i nostri clienti abituali non cercano gli inserti antiproiettile per gli zaini [inserti metallici per trasformare gli zaini in dispositivi antiproiettile portatili n.d.a.] se non tornano a scuola, ma da ieri il 20% delle visite e delle chiamate al nostro sito web riguarda questo prodotto. Lavoriamo per diffondere la consapevolezza per la formazione e della sicurezza nelle le scuole, ma purtroppo è solo in un momento di tragedia che la cercano”.

Genitori soddisfatti

Con soli 189 dollari, i genitori statunitensi potranno mandare a scuola i loro figli ben sapendo che in caso di sparatoria questi potrebbero proteggersi con lo stesso zaino in cui, amorevolmente, vengono riposti i libri e magari la merenda. “Abbiamo comprato l’inserto [metallico n.d.a.] per mio figlio e lui adora la sua protezione, con mio marito siamo più che felici!!! Di buone dimensioni per i bambini piccoli e il Roblox che porta è più pesante …. Grazie!” Questa la recensione soddisfatta lasciata da Carly sul sito di Mc Armor. In un’intervista con ABC News a seguito della strage di Sandy Hook, un altro genitore, Demitric Boykin, ha rilasciato dichiarazioni simili in merito agli zaini antiproiettile: “Penso che ci siano altri modi per proteggere tuo figlio. Mi sentivo come se fosse la cosa migliore per me”, ha detto Boykin. “Sembrava che questa fosse la cosa più semplice che potevo fare per tenerle il mio braccio intorno a lei quando non potevo farlo materialmente.”

Evidentemente equipaggiare i bambini come se andassero in guerra è un’opzione o un tampone temporaneo e non una soluzione. Un’opzione che in Usa potrebbe addirittura diventare una nuova normalità. Inoltre, le stesse protezioni potrebbero essere anche indossate dagli stessi stragisti, rendendoli ancora più letali. Che si fa, si vietano i giubbotti antiproiettile?

Sparatorie nelle scuole americane. Una triste realtà

Le sparatorie nelle scuole americane sono una triste realtà consolidata da decenni. Finora, nel 2022 ci sono state 27 sparatorie nelle scuole, secondo il tracker di Education Week. Nel 2021 le sparatorie sono state 34, una media di tre al mese. E quest’anno, il numero di sparatorie nelle scuole è in rapido aumento e potrebbe facilmente superare la cifra dell’anno scorso.

Secondo Gunpolicy.org, al 2009 il numero totale stimato di armi da fuoco a disposizione dei civili negli Stati Uniti era salito a circa 310 milioni: 114 milioni di pistole, 110 milioni di fucili e 86 milioni di fucili. Pro capite, lo stock di armi civili è quasi raddoppiato dal 1968, da una pistola ogni due persone a una pistola a persona.

“Get off my lawn!” La libertà dell’individuo soprattutto e sopra tutto

Ad ogni strage torna d’attualità il dibattito tra chi vorrebbe ridurre drasticamente – alcuni fino all’abolizione – la libertà di acquistare o di portar con sé armi da fuoco e chi, invece, sostiene e difende strenuamente il diritto sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto di possedere armi da fuoco e che lo stesso presidente Joe Biden ha definito, polemicamente, “non assoluto”[6]. Lobby, associazioni, politici ma anche vip dello star system americano, tornano a scontrarsi in un dibattito che trova spazio anche nella cronaca europea che affonda le radici in un’usanza radicata nella storia e nella cultura di un paese dove la violenza ha un valore intrinsecamente importante, anche in chiave geopolitica e il possesso delle armi da fuoco trova una delle sue giustificazioni nel limitare l’eventuale deriva antidemocratica di un governo, che andrebbe a ledere uno dei valori fondativi americani: il concetto di Freedom, da intendersi, in maniera intenzionalmente esaustiva, come innalzamento incondizionato del valore supremo dell’individualismo.

Infine, sarebbe gradito anche un dibattito, possibilmente altrettanto veemente, sullo strapotere delle lobby degli armamenti, il famoso “complesso militare industriale” citato da D. Eisenhower, capaci di influenzare i governi americani in scelte politiche e interventiste capaci di perpetrare stragi e guerre a livello planetario, da parte di un paese che è stato in guerra (o condizione di belligeranza) 222 volte su quasi 240 anni di esistenza, un vero e proprio “paese pericoloso”.

Valerio Savioli

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