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Roma, 7 ott – Non si hanno più notizie del numero uno dell’Interpol, l’agenzia internazionale che si occupa di coordinamento e accordi tra le polizie criminali del mondo: partito dalla Francia alla volta della Cina, Meng Hongwei, primo cittadino cinese a ricoprire questo incarico, risulta scomparso da qualche giorno.
I misteri sono molti e cominciano con la decisione della moglie di denunciare la scomparsa soltanto una settimana dopo la sua sparizione: un atteggiamento decisamente atipico per una moglie e ancora più strano pensare che nessun allarme si sia diffuso perchè apparentemente nessuno si è accorto che un uomo di tale importanza per una settimana non ha dato notizie.
Stupisce anche l’atteggiamento dell’Interpol (che ha la propria sede centrale a Lione, dove viveva Meng con la famiglia) che in un primo momento ha lasciato intendere che non intendeva interessarsi alla questione riducendola ad una “querelle che riguarda Francia e Cina”. Dopo qualche giorno, più logicamente, l’Interpol ha chiesto formalmente a Pechino notizie del proprio presidente.
A partire da qui si può parlare solo per ipotesi. Apparentemente Meng Hongwei, stando ad alcuni articoli apparsi sulla stampa cinese, sarebbe stato preso in consegna appena atterrato in Cina dalle autorità locali. Il che può apparire strano ad un occidentale, ma a Pechino non è raro che anche importanti membri del Partito vengano trattenuti per settimane dalla polizia anche senza una accusa formale.
Questo metodo, a metà tra la normale azione poliziesca anche ai vertici della società e le lotte di potere per raggiungere il cuore dell’impero, ha diversi precedenti illustri: nel 2015 Mike Poon, importante uomo di affari è scomparso e ricomparso mesi dopo, parecchio dimagrito, spiegando di essere stato trattenuto per mesi in un luogo segreto da parte della polizia cinese. Per problemi col fisco Fan Bingbing, importante attrice cinese, è stata detenuta per mesi e liberata qualche giorno fa: lei stessa sta rilasciando interviste in cui chiarisce di aver sbagliato ad evadere il fisco e chiedendo scusa al popolo cinese.
Per questa ragione molti analisti ritengono che tra qualche mese Meng potrebbe riapparire.
Probabilmente con la carriera segnata, nonostante il suo importante curriculum: era stato infatti funzionario dirigente del Partito Comunista Cinese in passato e anche viceministro responsabile per la sicurezza pubblica. Curiosamente proprio questo suo passato, ai tempi della nomina ai vertici dell’Interpol scatenò molte proteste da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani. E’ altrettanto vero che questo evento potrebbe rappresentare un ostacolo alla nomina di personalità cinesi ai vertici di agenzie internazionali, ben più di quanto Ong e giornalisti siano per ora riusciti ad ottenere.
Guido Taietti

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