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effmalema08Bloemfontein, 15 nov. – Nella giornata di ieri il leader del partito di sinistra Economic Freedom Fighters, Julius Malema, si è presentato davanti alla corte di Bloemfontein per il processo intentato nei suoi confronti riguardo la violazione della legge Riotous Assemblies Act del 1956. Questa legge proibisce gli incontri in luoghi pubblici se il ministro di giustizia ritiene che potrebbero mettere in pericolo la pace pubblica. Il controverso leader sudafricano dell’EFF è stato citato dall’associazione per i diritti civili Afriforum. Secondo l’accusa Malema durante un incontro del suo partito presso l’Università del Free State nel 2014 avrebbe incitato, istigato e comandato i suoi sostenitori nell’occupazione illegale delle terre. Il processo è stato rinviato il 5 giugno del prossimo anno, in attesa del giudizio per la causa intenta da Julius Malema sulla costituzionalità della legge del Riotous Assemblies Act.

A margine dell’udienza l’EFF ha organizzato una manifestazione di piazza a con il sostegno dell’African National Congress e la presenza del leader Feesmustall, movimento che ha organizzato le proteste studentesche per l’istruzione gratuita.

Durante il suo intervento l’ex presidente dell’ala giovanile dell’African National Congress si è lasciato andare ad invettive contro la popolazione bianca sudafricana. Malema ha invitato nuovamente i suoi sostenitori ad occupare le terre dei bianchi “Quando ce ne andremo da qui, se vedrete qualche bel pezzo di terra che vi piaccia, potrete occuparlo, appartiene a voi … E’ la terra che è stata presa dalla gente bianca con la forza”. Il leader dell’EFF ha poi rincarato la dose “Noi non chiediamo il massacro dei bianchi, almeno per ora. Noi non stiamo promuovendo la violenza, ma non posso garantire il futuro. Io non sono un profeta”. Malema non risparmia nemmeno il Premio Nobel De Klerk, il presidente che ha posto fine all’ era dell’Apartheid, colpevole di averlo criticato: “Ogni notte quando va a dormire, De Klerk deve pregare che Malema non diventi presidente del Sudafrica, perché se diventerò presidente, farò rinchiudere De Klerk per i crimini che ha commesso contro i neri”. Julius Malema non è nuovo a questo tipo di invettive contro la popolazione bianca del Sudafrica, il suo partito che è la terza forza del Parlamento sudafricano, incita all’odio razziale contro i bianchi e nel suo programma prevede l’esproprio delle terre dei bianchi e il “rimpatrio” in Europa del popolo afrikaner. Siete ancora sicuri che il Sudafrica rappresenti il modello di convivenza pacifica tanto caro ai radical chic?

Guido Bruno

4 Commenti

  1. Non vedo dove stia il problema, il rimpatrio degli afrikaner in europa e il rimpatrio di ogni negro presente fuori dall’Africa in Africa appunto è un’ottima soluzione, ognuno a casa sua e basta con fregnacce razziste ed antirazziste.

  2. Malema è un pericoloso coglione. Uomini del genere non possono che nuocere al proprio paese.
    I bianchi in Sudafrica sono e si sentono africani, lo sono da generazioni, dove mai potrebbero essere rimpatriati? In Olanda? In inghilterra? Paesi che forse non hanno mai visto.
    È grazie alle politiche illuminate di Mandela, al processo di pacificazione dei torti subiti da entrambe le parti avviato dopo la sua investitura che il Sudafrica ha potuto prosperare negli anni a seguire e diventare uno dei BRICS.
    In altri paesi africani, in quello dove vivo per esempio, dopo la liberazione dal colonialismo e la presa del potere, i guerriglieri hanno dato 48 ore di tempo ai bianchi per lasciare il paese e le loro fabbriche e attività commerciali sono state espropriate e gestite dagli appartenenti al partito di liberazione che erano quasi tutti analfabeti, ovviamente sono andate tutte a scatafascio e il paese oggi si ritrova praticamente senza industria e importiamo tutto dal Sudafrica, paese confinante, e dalla Cina.
    Certo, sarebbe stato bello se ognuno fosse rimasto a casa sua, se non ci fosse stato il colonialismo, in Africa i bianchi si sono macchiati delle peggiori nefandezze, ma il mondo funziona così, da sempre, è un posto violento, ed è stupido e infantile pensare di riportare indietro le lancette della storia, sarebbe come voler cacciare tutti gli americani e ridare la terra ai nativi.
    L’ Africa deve guardare avanti se vuole riscattarsi, questi aspiranti despoti alla Malime, perché questo si rivelerà se prendesse il potere, basano il loro sostegno sull’invidia e non si rendono conto che non è solo frutto di una condizione di partenza privilegiata che porta alcuni a prosperare, ma anche avere maggiori capacità, i bianchi non sono solo sfruttatori, sono anche promotori di sviluppo e questo va favorito con politiche di equilibrio fra le parti, i conflitti portano solo miseria. Se dovesse andare al potere non farà altro che inasprire le esistenti tensioni e riportare il paese alla barbarie, la storia africana è piena di personaggi come lui.