Stoccolma, 27 set – In Svezia una società di servizi internet, la Bahnhof, è stata aspramente criticata e sanzionata dal Reklamombudsmannen (Ro), l’organismo di vigilanza dell’industria pubblicitaria svedese. L’accusa, come al solito, è quella di sessismo. Galeotto fu il famoso «meme del fidanzato distratto», che tutti abbiamo imparato a conoscere: vi si vede un uomo che, nonostante tenga la mano della fidanzata per strada, si gira platealmente per ammirare una bella ragazza di passaggio. La società ha dunque utilizzato questo popolarissimo meme (diventato virale nel 2017) in una pubblicità di reclutamento. L’immagine, diffusa sui social, fa vestire i panni della Bahnhof alla ragazza attraente, mentre la fidanzata infuriata rappresenta l’attuale posto di lavoro dei destinatari della réclame.

Ebbene, la commissione di vigilanza svedese ha ora stabilito che l’uso del meme è «sessista» e «discriminatorio del genere». Secondo i probiviri, l’immagine presenterebbe le donne come «interscambiabili» e come meri «oggetti sessuali». Si tratterebbe, insomma, di «un’immagine stereotipata di uomini che vedono le donne come intercambiabili». Inoltre, «la riduzione a oggetto – si legge nella sentenza – è rafforzata dal fatto che le donne sono designate come rappresentanti del posto di lavoro, mentre l’uomo, in quanto destinatario della pubblicità, viene raffigurato come individuo». Secondo alcuni membri della commissione, in sostanza, la pubblicità con il meme incriminato «dà l’impressione che gli uomini possano cambiare i partner femminili nello stesso modo in cui cambiano lavoro».

La Svezia, ormai è acclarato, è la capitale indiscussa del politicamente corretto. Di casi assurdi e decisioni deliranti se ne possono citare a centinaia: dai video di educazione sessuale per gli immigrati ai festival proibiti ai maschi «cisgender» in quanto tutti stupratori potenziali. Ma si potrebbe anche ricordare la legge che designa come «stupro» qualsiasi rapporto sessuale che sia stato consumato senza un assenso preliminare esplicito e inequivocabile. Ad ogni modo, ora arriva anche la censura dei meme, che sono notoriamente dei veicoli comunicativi che vogliono essere ironici e goliardici. A quanto pare, nella Svezia del clero politicamente corretto, da oggi sarà anche proibito ridere.

Vittoria Fiore

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