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Aggiornamenti 28 aprile: Sono ormai 4500 le vittime del terremoto che ha devastato il Nepal sabato 25 aprile. Oltre alle già note quattro vittime italiane, la Farnesina rende noto che sono ancora 40 i nostri connazionali irreperibili. “Le segnalazioni pervenute alla sala operativa dell`unità di crisi nel corso delle ore successive di sabato hanno consentito di rintracciare sinora – oltre agli 8 turisti inizialmente registrati su www.dovesiamonelmondo.it – più di 300 connazionali non registrati che erano presenti nell`area colpita dal terremoto”.

Aggiornamenti 27 aprile:  Come ampiamente previsto, il bilancio delle vittime del terremoto che sabato scorso ha colpito il Nepal continua a salire. I morti, secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Interno nepalese, sono 4.138, mentre i feriti sono circa 6.800. In alcuni villaggi, il 70 per cento delle abitazioni è stato completamente distrutto. Secondo gli esperti, il calcolo delle vittime potrebbe toccare l’impressionante quota di 6000 morti.

Quattro le vittime italiane. Renzo Benedetti e Marco Pojer sono stati travolti da una frana mentre stavano facendo trekking a 3500 metri di quota nella Rolwaling Valley. Lo raccontano due compagni di spedizione, Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio D’Antoni, illeso, ricoverati entrambi all’ospedale di Kathmandu. Sono morti anche Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e Gigliola Mancinelli, 51 anni, di Ancona, due dei 4 speleologi dispersi. Salvi gli altri due compagni: Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, di Ancona, e Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52 anni, genovese, esperto torrentista.

Aggiornamenti 26 aprile: Secondo le ultime notizie, la conta dei morti avrebbe ormai superato le 1400 unità. Solo sotto la torre Dharahara vi sono almeno 250 cadaveri.

Colpito anche il campo base del monte Everest
L’area colpita dal terremoto ha interessato anche la catena dell’Himalaya, arrivando a toccare il monte Everest. Ai campi base 1 e 2, investiti da diverse valanghe, si registrano 18 morti. L’alpinista italiano Marco Confortola, in zona per una spedizione sul tetto del mondo, ha scritto sul proprio profilo fb: “adesso il vero obiettivo è capire come scendere da qui e non più salire . Non sappiamo cosa ci aspetta nei villaggi sottostanti”.

Gli aeroporti nepalesi rimangono intanto sempre chiusi, mentre la situazione generale è drammatica: “La comunicazione è attualmente difficile, le linee telefoniche non funzionano e la mancanza di elettricità non ci consente di ricaricare i cellulari. Non c’è acqua. La gente è in strada, molto spaventata perché la terra non ha smesso di tremare a causa delle scosse di assestamento”, ha riferito un portavoce di Oxfam, Ong impegnata in progetti di sviluppo nel paese.

 

Kathmandu, 25 apr – Una scossa terribile di magnitudo 7.9 ha colpito il Nepal poco prima di mezzogiorno (ora locale), le 8 (ora italiana), ed è stata avvertita fino a New Delhi in India. Un terremoto con epicentro nei pressi della capitale ha provocato ingenti danni anche a numerosi palazzi storici di Kathmandu.

terrrrLa storica torre Dharahara, patrimonio Unesco, è crollata. L’edificio, conosciuto anche come Bhimsen Tower, era alto quasi 62 metri. Ci sarebbero 50 persone intrappolate Danneggiato anche l’aeroporto internazionale Tribhuvan con tutti i voli diretti a Kathmandu dirottati oggi nel nord dell’India. Anche sull’Everest avvertite scosse e una valanga ha colpito il campo base.

Per il momento il ministro dell’Informazione nepalese, Minendra Rijal, non ha riferito di vittime ma si parla di almeno 150 morti e il premier indiano Narendra Modi via twitter ha specificato che “molte parti dell’India sono state colpite” e che “stiamo raccogliendo informazioni per fare un primo bilancio dei danni e delle vittime, sia in Nepal, sia in India”.

Eugenio Palazzini

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