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Roma, 8 gen – Boko Haram torna a colpire in Camerun. Un’attentatrice suicida, appartenente al gruppo jihadista, si è fatta esplodere nel villaggio di Mozogo – nel nord della nazione africana – uccidendo 13 civili. Tra le vittime vi sono 8 bambini, stando a quanto riferito all’Afp da un’autorità locale e da un funzionario di polizia camerunense.

Stando poi a quanto riportato da France24, il capo del villaggio che ha subito l’attentato odierno ha dichiarato che un gruppo di attentatori sono arrivati ​​nel cuore della notte, gridando “Allah Akbar” e brandendo dei machete. Comprensibilmente in preda al panico, alcuni abitanti del villaggio hanno tentato di fuggire nella vicina foresta e a quel punto una donna si è fatta esplodere. “Tredici civili sono morti, tra questi due bambini di quattro e cinque anni e sei adolescenti”, ha detto all’Afp un agente di polizia che ha voluto restare anonimo.

Camerun, gli attacchi di Boko Haram

La regione settentrionale del Camerun è alle prese con gli attacchi di Boko Haram dal 2009. Ma in undici anni migliaia di persone sono state uccise da questi terroristi più di 36mila persone in vari attacchi effettuati soprattutto in Nigeria, ma anche nei vicini Niger e Ciad. Da quando Boko Haram ha compiuto i primi attentanti in Nigeria nel 2009, circa tre milioni di persone sono fuggite dalle loro case.

In Camerun, nel solo 2019, Boko Haram ha compiuto più di 100 attacchi, uccidendo oltre un centinaio di persone e più di 270mila camerunensi sono sfollati a causa delle violenze. I jihadisti hanno comunque preso di mira anche il sud-ovest del Camerun. Lo scorso ottobre altri otto bambini vennero uccisi in un attacco in una scuola di Kumba. Un attentato simile a quello di oggi, perché anche in quel caso i terroristi erano armati di machete.

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