Berlino, 21 giu – Un documento che doveva restare strettamente riservato, un dossier di venti pagine della Polizia criminale federale (BKA), pubblicato oggi in esclusiva dal Corriere del Ticino, che rivela come le autorità politiche tedesche montino ad arte le informazioni sul terrorismo. Un vero e proprio disegno per pilotare le informazioni costruendo storie credibili ma assolutamente false, per scongiurare da una parte l’allarmismo e dall’altra per non far mettere in discussione dall’opinione pubblica l’operato di chi gestisce il potere. Il documento si intitola “Come agire in presenza di attacchi terroristici” e traccia linee guida che la polizia deve trasmettere alla stampa sul terrorismo. La premessa è già decisamente inquietante:

“Nell’anno elettorale 2017 non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tutto. Lo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica”. Negare tutto quindi, al governo serve tempo per, letteralmente, “mettere insieme un racconto credibile”. Inventarsi una storia ad hoc in pratica. Il dossier continua poi, se possibile, in modo ancora più emblematico: “Le lettere di rivendicazione devono essere citate solo se necessario, ma senza fornire particolari. In caso di dubbio, escludere l’attacco terroristico. Divulgare la teoria dell’autore singolo, come pure quella della persona psichicamente disturbata. In aggiunta: evitare sempre, per cominciare, di parlare di IS (l’Isis ndr.) o di Islam». Il famigerato pazzo che decide di compiere di punto in bianco un attentato.

Nel dossier viene poi rivelata un’ovvietà che puntualmente però a livello mediatico, soprattutto a sinistra, si tende a minimizzare, spesso proprio a smentire con assurde spiegazioni: con “l’apertura delle frontiere da parte di Merkel” gli attacchi terroristici sono aumentati. Di più, la polizia tedesca cita un traffico di passaporti rubati usati dai jihadisti dell’Isis in Europa. “Dieci milioni di visitatori stranieri all’anno entrano in Germania con passaporti falsi o rubati. In tal senso è possibile correlare la quantità di passaporti rubati con Al Qaeda (IS) e le attività terroristiche islamiste”. Il quadro generale sull’immigrazione è però il più sconcertante, una vera e propria operazione volta a far passare tutti i “migranti” come brave persone:Mai parlare di migranti economici. La sollecitazione giunge direttamente dal ministro della Cancelleria e dal portavoce del Governo. Queste indicazioni sono tassative, per chi non le rispetta sono previste sanzioni severe, procedure disciplinari e il licenziamento dalla polizia”. Capito? Nessuno provi a dire il contrario, pene severe altrimenti, anche per la polizia.

E dire che le forze dell’ordine tedesche, sempre nel dossier, spiegano anche in questo caso come stanno le cose realmente: “La percentuale degli ingressi illegali è cresciuta del 70%. I colleghi italiani prevedono l’arrivo di circa 350 mila, fino a 400 mila migranti dall’Africa nell’anno 2017. Verso l’esterno, alla stampa e ad altri media, indichiamo una cifra di 250 mila unità”. Addirittura si bluffa sui numeri, in realtà gli immigrati sono molti di più. Non fosse che tutto ciò su questo giornale lo sosteniamo da sempre, saremmo impressionati da cotanta falsità. Ma ancora una volta riusciamo a non essere smentiti. Purtroppo.

Eugenio Palazzini

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