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Roma, 21 giu – Si chiama Oussama Zariouh l’uomo ucciso ieri sera alla stazione centrale di Bruxelles mentre era in procinto di compiere una strage. Alla fine l’unico morto è stato lui, ma chissà come poteva finire. Il terrorista, infatti, aveva riempito la sua borsa di chiodi e di bombolette del gas, mentre non aveva, a differenza di quanto riportato dalle prime ricostruzioni, una cintura esplosiva. Di nazionalità marocchina, trentaseienne, Zariouh non era ricercato per terrorismo. Era tuttavia conosciuto per fatti di droga risalenti all’anno scorso. Ma anche questo, come ormai sappiamo bene, fa parte del copione: sono molti i terroristi passati in brevissimo tempo dalla vita da canaglia di strada allo stragismo islamista. Dal 2013, l’uomo era domiciliato in boulevard Mettewie, nell’ormai tristemente noto quartiere di Molenbeek. Nel quartiere è stata rafforzata la presenza di forze di polizia, soprattutto all’entrata della metropolitana.



L’abitazione di Zariouh è stata perquisita nella notte tra martedì e mercoledì. Qui è stato trovato del materiale che potrebbe essere servito per confezionare delle bombe, secondo fonti investigative riportate dai media belgi. Sembrerebbe quindi che il terrorista abbia fabbricato da sé la bomba con cui poi voleva produrre una strage nella stazione centrale della capitale del regno. Secondo il comunicato delle forze dell’ordine, inoltre, “l’uomo aveva simpatie per l’Isis”, anche se altri dettagli in merito non sono stati comunicati per non compromettere le indagini. Della sua vita privata si sa solo che era divorziato, come spiegato dal borgomastro di Molenbeek-Saint-Jean, Françoise Schepmans.

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Anche la dinamica dei fatti sembra essere più chiara. Il portavoce della polizia, Eric Van Der Sypt, ha spiegato l’esatta sequenza dei fatti: Oussama Zariouh è entrato in stazione alle 20:39. Passato per la biglietteria, è poi sceso in direzione dei viaggiatori che si trovavano ai piedi delle scale. Verso le 20:44, l’uomo ha afferrato la propria borsa gridando e provocando un’esplosione parziale. La borsa ha allora preso fuoco. A quel punto, Zariouh è sceso sulla banchina inseguendo un capostazione. La borsa, lasciata dove si era incendiata pochi minuti prima, è esplosa una seconda volta, in modo più violento. Il terrorista è risalito nella hall della stazione, assaltando un militare e gridando “Allah akbar”. Il soldato ha però fatto fuoco, uccidendo Zariouh sul posto. La polizia ha anche verificato il comportamento dei militari e delle forze di polizia coinvolte nell’attacco, visionando le immagini della videosorveglianza e concludendo che l’uso della forza è stato pienamente proporzionato e nel quadro della legge.

Intanto la stazione centrale di Bruxelles ha riaperto ai viaggiatori dopo che la zona dell’esplosione è stata ripulita, e il corpo dell’attentatore rimosso. I treni e la metro sono tornati a circolare regolarmente. L’Ocam, l’organismo antiterrorismo che valuta il livello della minaccia, si è riunito per la seconda volta e ha mantenuto l’allerta a 3 (su 4). Saranno però prese misure di «precauzione», ovvero aumenterà la presenza di polizia ed esercito nelle metro e nelle stazioni, e ci saranno maggiori controlli nei luoghi sensibili.

Giorgio Nigra

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