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Washington, 19 mar – Nel putiferio mediatico scatenato dal caso Weinstein, abbiamo assistito alle esagerazioni, ai narcisismi e alle reazioni isteriche del movimento #MeToo. Di punto in bianco, decine e decine di attrici si sono risvegliate dal loro torpore per puntare il dito contro il “mostro” e denunciare presunte molestie ai loro danni, rilanciando il motto “anch’io”, me too per l’appunto. In tutto questo bailamme, sono state poche le voci che si sono levate contro questa deriva inquisitoria e gonfiata. L’ultima in ordine di tempo è stata quella del regista Terry Gilliam, che, in un’intervista per l’agenzia Afp, non ha usato mezze parole: «MeToo è un movimento sciocco e semplicistico».
Il regista di Brazil (1985) ed ex membro dei Monty Python afferma infatti che oggigiorno tutti tendano a presentarsi come vittime. Poi rincara la dose sul caso Weinstein: «Io credo che chi ha accettato di stare con lui sapesse cosa stava facendo. Si tratta di persone adulte, sono adulti spinti da grandi ambizioni». Secondo Gilliam, dunque, molte attrici avrebbero denunciato il produttore per meri motivi di visibilità e carriera. Gilliam, per il resto, non ha un’alta stima di Weinstein, che lui qualifica come «un mostro», ma ha rimarcato che non si tratterebbe affatto di un caso isolato, anzi: «Nell’industria cinematografica le regole della massa hanno preso il sopravvento. Il popolo è lì fuori, con le sue fiaccole, pronto a buttare giù il castello di Frankenstein. Harvey ha aperto la porta ad alcune persone e una notte con lui era il prezzo da pagare». Di più: «Hollywood non cambierà, essere in una condizione di potere ti farà sempre avere dei vantaggi». La scoperta dell’acqua calda, insomma.
Gilliam ha inoltre espresso solidarietà all’attore Matt Damon, messo alla gogna per aver dichiarato che «ci sono diversi livelli di molestia sessuale: toccare il fondoschiena di qualcuno non è la stessa cosa che violentare». Il regista è d’accordo con Damon: «Mi dispiace per Matt, che è una persona del tutto rispettabile. Ha detto che non tutti gli uomini sono molestatori ed è stato condannato a morte. È assurdo». Come nel caso di Damon, tuttavia, non sono mancate le reazioni scomposte delle agit-prop di turno, tra cui in prima fila l’ormai immancabile Asia Argento: «Arrabbiata, disgustata dal punto di vista di Terry Gilliam su #MeToo. […] Non rimanere mai in ascensore da sole con Terry Gilliam». E l’isteria continua.
Elena Sempione

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3 Commenti

  1. Serve per accumulare un sacco di quattrini, comunque gli eletti da Dio reagiranno e ne usciranno come al solito pulitissimi, dato che nessuno li accusa esplicitamente, come sempre.

  2. Per cui ci dovremmo sorbire lezioni di vita dalle ignoranti e decerebrate attricette di me too, meglio noto come il movimento delle idiote che non sanno unire un soggetto con un predicato ed hanno a stento terminato la seconda elementare…….in Italia arrivano le parziali notizie della inviata di skypd24 e della botteri, informazioni menzognere che trasudano isteria e comunismo……..per cui tali racconti drogati di una America antitrump e anti armi ( potessimo noi avere un po di sante armi per difenderci da delinquenti e spacciatori ) sono pseudo stronzate da avanspettacolo così come metoo il movimento delle cretine auto- referenziali.

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