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Berlino, 27 mag – La fabbrica Tesla non lontata da Berlino è stata colpita da un incendio nella notte tra martedì e mercoledì. Si tratta di un attentato rivendicato da un gruppo di estrema sinistra.



Tesla, attentato di estrema sinistra

Per colpire la fabbrica di Tesla è stato sufficiente colpire i cavi elettrici che collegano l’edificio, ancora in costruzione. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo di estrema sinistra. «Abbiamo tagliato l’alimentazione elettrica al cantiere della Tesla Gigafactory a Grünheide, vicino a Berlino, nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2021, dando fuoco a sei cavi ad alta tensione posati in superficie» si legge sul proclama della rivendicazione comparsa sul sito web di estrema sinistra Indymedia. «Tesla non è né verde, né ecologica né sociale, il nostro fuoco è contro le bugie dell’automobile verde».

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Rivendicazione del Vulkangruppe

Il gruppo riconducibile all’attentanto a Tesla si chiama «Vulkangruppe». A quanto emerge, gli inquirenti ritengono che la rivendicazione comparsa online sia più che credibile: d’altronde Vulkangruppe ha rivendicato in passato numerosi attacchi incendiari.

La Gigafactory delle polemiche

Insomma, la «Gigafactory» di Berlino di Tesla, nata tra le polemiche,  adesso viene addirittura colpita da un attentto. Secondo il Corriere, a febbraio 2020 due associazioni ambientaliste tedesche che avevano chiesto di fermare il cantiere hanno perso la loro causa in tribunale. A dicembre 2019, invece, si era costituito un gruppo di amministrazioni locali per gestire l’impatto sulla comunità e sulle sue infrastrutture. E per rimanere in tema di “esplosioni”, a gennaio 2020 un ordigno esplosivo risalente alla seconda guerra mondiale era stato fatto brillare dagli artficieri: era stato ritrovato poco lontano. Ogni giorno un pensiero per Elon Musk: è dura essere uno degli uomini più ricchi del Pianeta …

Ilaria Paoletti

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