Gerusalemme, 14 lug – Un nuovo attentato ha svegliato Gerusalemme. La dinamica non è del tutto chiara, ma secondo le ricostruzioni della polizia israeliana tre assalitori armati di fucili e pistole si stavano dirigendo verso la Spianata delle Moschee entrando nella Città Vecchia di Gerusalemme dalla porta dei Leoni. Alla vista dei militari che sempre stazionano nei pressi degli accessi alla Spianata, avrebbero cominciato a sparare e sarebbero poi scappati verso la Moschea di Al Aqsa. Inseguiti dalla polizia, sono stati “neutralizzati”, cioè uccisi. Due militari sono stati feriti gravemente.

Altre versioni riferiscono che gli assalitori fossero già sulla Spianata e si siano diretti verso uno degli accessi in prossimità della Porta dei Leoni per sparare agli agenti. Quest’ultima ricostruzione, però, lascerebbe molti dubbi, soprattutto perché ci si interroga su come sia stato possibile portare armi sulla Spianta, visti i presidi militari che la piantonano giorno e notte.

I tre assalitori erano palestinesi, ma tutti cittadini israeliani, residenti nella città araba israeliana di Um el Faham, in Galilea.

Essendo venerdì, la preghiera dei musulmani alla moschea di Al Aqsa, è stata cancellata. Non succedeva da 17 anni, cioè da quando scoppiò la seconda Intifada. Anche la Spianata, che come ogni venerdì e sabato è chiusa a visitatori e turisti, è stata evacuata, e le otto porte di accesso alla Città Vecchia sono state chiuse. All’interno delle mura, costruite da Solimano il Magnifico, è calata un’atmosfera cupa, con un rinforzo nel dispiegamento dei militari.

Prima della sparatoria in quello che è il terzo luogo al mondo più sacro all’Islam, nella notte alcuni soldati israeliani hanno effettuato un raid nel campo profughi di Dheishe, a Betlemme, e hanno ucciso un 18enne palestinese. Il giovane il 43esimo palestinese ucciso dai soldati israeliani da inizio 2017. Gli israeliani uccisi per mano palestinese, nello stesso periodo, sono 8.

Con i fatti di questa mattina gli incubi di una nuova fiammata di violenze scuotono Gerusalemme e il Medio Oriente. Del resto il pretesto per la seconda Intifada, che esplose nel 2000 dopo anni di fuoco che covava sotto la cenere, fu ancora una volta la Spianata delle Moschhe, con la “passeggiata” che l’allora premier dello Stato Ebraico Ariel Sharon fece attorno ad Al Aqsa circondato da 250 militari in assetto antisommossa. Da quel giorno di fine settembre venne inaugurata la stagione dei più crudeli attentati kamikaze, che si concluse solo dopo anni.

L’attacco di questa mattina viene ricollegato al riaccendersi delle violenze del 2015, quando 43 israeliani, tra militari e civili, sono morti in seguito a vari accoltellamenti che si sono verificati in varie parti del Paese. Attacchi a cui Israele ha risposto con l’uccisione di 254 civili palestinesi, molti dei quali definiti potenziali terroristi pronti ad agire e colpire obiettivi militari.

È ancora presto per prevedere cosa succederà a questo punto. È molto probabile che i tra palestinesi dell’attacco alla Spianata delle Moschee di questa mattina siano cosiddetti lupi solitari, ed è altrettanto probabile che questo possa scatenare una sorta di emulazione, dando vita a nuovi attacchi. Ma la società palestinese, e soprattutto la sua leadership politica, vive un momento di grande frammentazione, molto più che in passato. Inoltre, il fatto che gli assalitori di questa mattina non fossero di Gerusalemme, ma giunti da fuori, la dice lunga su quali potranno essere le ripercussioni da parte israeliana sulla libertà di movimento tra Israele e Territori Occupati Palestinesi.

AnnaPedri

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. stranamente “il terzo luogo più sacro all’islam” non è mai citato nel Corano,mentre nella Bibbia centinaia di volte,giusto per dire.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here