Londra, 27 ott – In Italia si è tornati a parlare di ddl Zan. Secondo i suoi ispiratori, questo disegno di legge serve a contrastare la cosiddetta «omotransfobia», ma in realtà mira a sdoganare l’identità di genere e a tappare la bocca a chi crede nella natura biologica dei sessi. In pratica, se ho un apparato riproduttivo maschile ma «mi identifico» come donna, la legge deve trattarmi, appunto, come una donna. Anche prescindendo dalla logica strampalata che sottostà a tale impostazione ideologica, basta guardare al mondo anglosassone per saggiare gli effetti di questa legislazione arcobaleno. Nell’anglosfera, infatti, non sono rari i casi di trans femmine (cioè ex uomini) che si sono macchiati di stupro, ma vengono conteggiati come donne.



Le trans sono donne?

A sollevare un vero e proprio polverone è stata pochi giorni fa Priti Patel, il ministro degli Interni del Regno Unito. Il motivo? Ha ordinato alle forze di polizia di non registrare i crimini delle trans nelle statistiche dei delitti commessi dalle donne. Questa decisione è stata presa dalla Patel per contrastare una pratica che sta spopolando in Inghilterra: gli stupratori, per sfuggire al carcere duro, si identificano come donne per essere internati in carceri femminili. Dove, magari, possono addirittura violentare altre detenute, come successo più volte.

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Un inferno arcobaleno

Come fa notare il Daily Mail, secondo la legge britannica lo stupro può essere commesso solo dagli uomini. Eppure, uno studio dello University College di Londra ha mostrato che, tra 2012 e 2018, ben 436 casi di violenza sessuale sono stati registrati nelle statistiche dei crimini femminili. Naturalmente – e di qui la decisione della Patel – è presumibile che non si trattasse affatto di donne ma di trans ex uomini, oppure direttamente di uomini che si identificano come donne. D’altra parte, questo è uno degli effetti dello sdoganamento dell’«identità di genere». Lo sanno anche le lobby Lgbt, ma poco importa. Ecco perché la circolare della Patel le ha fatte infuriare: «Questa cosa è illegale e rappresenta una chiara violazione dei diritti umani e della dignità umana delle trans», ha scritto ad esempio la giornalista India Willoughby. Lo andasse a raccontare alle donne (vere) stuprate dalle amiche trans.

Elena Sempione

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