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Ormai da qualche anno l’Occidente ha puntato i riflettori – in maniera quantitativamente esponenziale – sulla questione Lgbt, sfruttando la stessa Unione europea come propulsore di propaganda arcobaleno. Le diatribe interne che attanagliano i singoli Stati membri – come quella ancora in corso sul ddl Zan – derivano infatti da una logica più ampia, e cronologicamente più rilevante, che vede l’Unione europea a capo di un tentativo centralizzato – ed estremamente ben orchestrato – di guidare ogni singola nazione verso la logica espressa da Bruxelles.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di luglio 2021

Dal Trattato di Amsterdam al ddl Zan

Per rintracciare una «data chiave» che leghi l’Unione alle questioni Lgbt (e al ddl Zan), bisogna puntare lo sguardo addirittura al secolo scorso – precisamente al 1999 – con l’entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, che ha imposto ai Paesi membri l’approvazione di legislazioni che regolamentassero e ampliassero la platea dei diritti degli individui appartenenti alla comunità Lgbt. Per verificare lo stato di adeguamento delle singole nazioni al Trattato di Amsterdam, la Commissione europea pubblica un’apposita relazione annuale, corredata dalla costante possibilità di intraprendere provvedimenti contro i Paesi che dimostrino di non voler aggiornare la loro legislazione in materia di uguaglianza e di diritti Lgbt. Le «azioni» pratiche possono comprendere un contenzioso presso la Corte di giustizia Ue, ma anche l’esclusione dai negoziati sui trattati internazionali, come si tentò di fare nei confronti di Ungheria e Polonia durante i negoziati per l’approvazione del Recovery fund.

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La propaganda Lgbt

Dall’entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, l’Unione europea ha dato il via ad una vera e propria staffetta arcobaleno, volta – come si legge sul sito del Consiglio europeo – «a garantire il pieno ed equo esercizio dei diritti umani da parte delle persone Lgbt», attraverso la prosecuzione di piani pluriennali che si concretizzano in un piano d’azione per i diritti umani e la democrazia – sviluppato tra il 2020 ed il 2024 – e la strategia per l’uguaglianza Lgbtiq 2020-2025. Il piano europeo si articola attorno a quattro punti fondamentali, che spaziano dall’abbattimento di ogni discriminazione alla costruzione materiale di società inclusive per le persone Lgbt. Secondo il Consiglio europeo, le sopramenzionate necessità sono in linea con…

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