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Roma, 24 lug – Dal prossimo 5 agosto subiremo un vertiginoso cambiamento (in peggio) delle nostre vite, data l’entrata in vigore del “green pass“. Strumento controverso, su cui si è ampiamente discusso all’interno dell’agorà politica e mediatica, essendo un metodo fortemente lesivo delle libertà personali. Infatti, più che menzionare le modalità introdotte dall’esecutivo per poter condurre una vita sociale effettiva, è doveroso denunciare la discriminazione che esso comporterà.



Il green pass non è una misura di salute “pubblica”

In primis, il green pass non ha garanzie d’efficacia. Anzi, anche in numerose nazioni Ue misure simili non sono prese in considerazione. Inoltre, è necessario concentrarsi sulla tutela dello Stato di diritto e della libertà di scelta che andrebbe salvaguardata. Non è accettabile ipotizzare che un cittadino italiano debba necessariamente sottoporsi ad un trattamento sanitario per adibire anche alle più minime libertà costituzionali. La scelta di vaccinarsi è strettamente personale, basata sulla voglia legittima e rispettabile di tutelare la propria esclusiva – e non collettiva – salute. Tuttavia, chi non ritiene necessaria la somministrazione del siero o nutre timori (sia pure errati) su di esso non può considerarsi un pericolo.

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Anche in ragione di ciò, la sua esclusione dalla vita pubblica e dalle attività economiche nazionali appare un vero e proprio confinamento, degno di autocrazie o regimi in stile sovietico. Inoltre, la scelta di imporre il green pass pone in ulteriore difficoltà lavoratori, proprietari di attività produttive e settore turistico. Tutti ambienti già parecchio provati da chiusure e perdite. Infatti, sarà competenza propria dover predisporre incaricati al controllo dei clienti, spesa ulteriore da sommare alle perdite che si subiranno con la mancanza nei locali dei non vaccinati. Eppure, anche chi sceglie di non subire la somministrazione del siero avrebbe la possibilità di spendere e viaggiare, portando di conseguenza benessere e fatturato alle attività in difficoltà. Ulteriore ragione per cui opporsi ad imposizioni che distruggono le libertà della persona e lacerano ulteriormente il nostro tessuto sociale, lavorativo ed economico.

Tommaso Alessandro De Filippo

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3 Commenti

  1. sono dei vigliacchi nati.

    non si vogliono assumere la responabilità diretta di rendere OBBLIGATORIO un vaccino attualmente in sperimentazione e di cui non si conoscono i DANNI a lugo termine…

    e lo fanno per vie traverse.

    mi ricordano non poco i cosidetti partigiani che sparavano alle spalle dei Tedeschi.

  2. il covid è il reddito di cittadinanza delle banche e delle multinazionali. a ogni variante si guadagnano miliardi.

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