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Aquisgrana, 22 gen – Francia e Germania siglano un nuovo Trattato di cooperazione e di integrazione soprattutto militare e lo fanno ad Aquisgrana, città di Carlo Magno.



Un messaggio forte e chiaro all’Unione europea, che da oggi è ancora più subordinata all’asse franco-tedesco. La firma rafforza ulteriormente la cooperazione in ambiti di cruciale importanza, dall’economia alla difesa.

L’intesa – siglata nella città dove è sepolto Carlo Magno, che aveva unificato Franchi e Germani – rilancia il contratto dell’Eliseo, che nel 1963 fu firmato da Konrad Adenauer e Charles de Gaulle. E’ soprattutto sol fronte militare che Parigi e Berlino rafforzano l’alleanza, guardando alla formazione di un “esercito europeo”.

La cancelliera Angela Merkel conferma in tal senso che Francia e Germania vogliono un riavvicinamento sul fronte della difesa nonostante l’opposizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Obiettivo è quello di sviluppare “una cultura militare e un’industria degli armamenti comune”.

Nello specifico, il nuovo trattato prevede una clausola bilaterale di solidarietà tra i due Paesi in caso di aggressione, a complemento di quella già prevista nel quadro Nato. Francia e Germania, si legge nell’accordo, “si prestano assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione, comprese le forze armate, in caso di aggressione contro il loro territorio”. Questo vale ovviamente anche in caso di attacchi terroristici.

L’accordo è ovviamente anche politico: mentre crescono i movimenti populisti e con loro l’euroscetticismo, Francia e Germania mettono le basi per una Ue “a loro immagine e somiglianza”, nemica del sovranismo.

Non a caso anche ad Aquisgrana sono scesi in piazza i gilet gialli francesi, rinnovando la loro protesta contro Emmanuel Macron e le sue politiche economiche.
Dal canto suo, il presidente francese ha criticato “le menzogne” di Rassemblement national (l’ex Front national) secondo cui Macron intenderebbe condividere con la Germania il seggio della Francia come membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu così come vorrebbe far sì che il tedesco diventi la lingua amministrativa in Alsazia e Lorena. “Chi dimentica il valore della riconciliazione franco-tedesca si rende complice dei crimini del passato”, ha replicato Macron.

Alexander Gauland, leader di Alternative für Deutschland, invece ha accusato Parigi e Berlino di voler creare “una super Ue” all’interno dell’Unione europea.

E di certo a Bruxelles la sigla del trattato non è passata inosservata. Se il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha salutato positivamente il nuovo accordo franco-tedesco, al contempo ha sottolineato che “la maggiore collaborazione dei singoli Paesi non deve però sostituire al cooperazione europea nel suo insieme“.

Francia e Germania dovrebbero estendere la loro cooperazione bilaterale ad altri Paesi membri dell’Ue al fine di “rafforzare l’unione e la solidarietà” all’interno del blocco. A chiederlo è stato il presidente rumeno Klaus Iohannis. La Romania – lo ricordiamo – è presidente di turno dell’Ue.

Insomma, con la Brexit alle porte (il Regno Unito era l’unico altro Paese Ue in grado di contrastare Francia e Germania), l’asse Parigi-Berlino la farà ancor più da padrone a Bruxelles. E l’Italia – a maggior ragione che adesso è a guida gialloverde e si sta scontrando con l’Eliseo sul fronte immigrazione – non ne beneficerà affatto.

Adolfo Spezzaferro

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