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Londra, 23 mag – Erano emigrati nel Regno Unito e si sono visti revocare o accorciare il visto perché accusati di avere truccato il test di inglese. E non sono nemmeno pochi: secondo il ministero dell’Interno sono circa 34mila i giovani che hanno subito la cancellazione dei visti e addirittura un migliaio quelli che sono stati espulsi dal Paese. Lo riporta EuropaToday. Uno scandalo di dimensioni enormi che potrebbe rivelarsi ancora più grande del previsto. L’agenzia governativa National Audit Office ha avviato la propria investigazione i cui risultati sono attesi per i primi giorni di giugno

L’inchiesta Bbc

I fatti risalgono al 2014, quando la Bbc, nell’ambito di un’inchiesta sugli ottenimenti dei visti, aveva rivelato, mediante l’utilizzo di telecamere nascoste, la presenza di imbrogli nei centri in cui venivano effettuati i Toeic (Test of English for International Communication) necessari per il rinnovo del visto. In uno dei video uno degli esaminatori leggeva ad alta voce le risposte ai quiz e un altro video rilevava la presenza di candidati “sostituti” che sostenevano l’esame per conto terzi. In seguito a ciò, la società americana che aveva in gestione gli istituti arrivò alla conclusione che «58.558 esami effettuati in 96 centri nel Regno Unito tra il 2011 e il 2014, 33.725 erano stati truccati, 22.694 avevano avuto “risultati discutibili” e solo circa 2mila sarebbero stati sicuramente in regola».

Caccia al furbo

Delle cifre astronomiche da cui è partita una vera e propria “caccia al furbo” senza quartiere, con le associazioni pro-immigrati che contestavano le cifre dello scandalo, ritenendo inammissibile che 9 test su 10 fossero truccati. Secondo quanto riferisce il Guardian, sarebbero già più di 4000 le persone hanno lasciato il Regno Unito «essendo sotto minaccia di arresto». I funzionari dell’ufficio immigrazione hanno “stanato” personalmente 3.600 giovani «aspiranti lavapiatti», a cui sono stati tolti diritti: niente più accesso al mondo del lavoro, niente più conto in banca o facoltà di pagare l’affitto di una proprietà.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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