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Muro di TrumpWashington, 28 gen – Si è insediato da pochi giorni ma sembra già partire in quinta attenendosi al programma elettorale. Donald Trump ha alzato il primo muro bloccando l’ingresso agli immigrati per 120 giorni. Per la precisione, l’ordine esecutivo approvato ieri, ha sospeso temporaneamente con effetti immediati tutte le persone provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica. Effetti talmente immediati che i cittadini di queste Nazioni che erano già in volo per gli Usa sono stati fermati e detenuti all’arrivo negli aeroporti statunitensi. Il tutto rientra nel progetto del nuovo presidente degli States contro il terrorismo e secondo Trump si tratterebbe di un provvedimento volto appunto a bloccare l’ingresso di terroristi.



Sulla decisione sono però intervenuti avvocati e gruppi per la difesa dei diritti umani, pronti ad una battaglia legale a riguardo per consentire ai rifugiati di poter entrare comunque negli Stati Uniti. Il tycoon ha inoltre sospeso, sempre con effetto immediato, il programma Visa interview waiver, che permetteva ai cittadini stranieri titolati di chiedere il rinnovo del visto senza affrontare il colloquio personale con le autorità diplomatiche americane.

I Paesi che subiscono le restrizioni imposte da Trump sono Siria, Libia, Iraq, Somalia, Sudan; Yemen e Iran. Sui veti ai cittadini di quest’ultimo Stato, l’unico dove non è in atto una guerra interna, è intervenuto il presidente Hassan Rohani che durante il 17° convegno della Federazione mondiale delle associazioni delle guide turistiche (Wftga), svoltosi a Teheran, ha affermato che “oggi è tempo di riconciliazione e convivenza, non di erigere muri tra le Nazioni”. La dura decisione di Donald Trump è destinata però a far discutere anche e soprattutto nei prossimi giorni.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. E adesso, per favore, un altissimo, poderosissimo muro contro Adinolfi e tutti i complottisti della pseudodestra italiana.

  2. non condividendo affatto la teoria che “ahhh la terra è di tutti ahhh” e credendo invece i confini nazionali siano oltre che Sacri, invece una semplice estensione dei muri di casa mia (quelli che anche i “TUTTISTI” chudono con porta blindata quando escono)

    è davvero divertente – e sicuramente degno di un Franti così come tratteggiato dal De Amicis- il pensare a questi signori vestiti con quei camicioni bianchi lunghi fino ai piedi,fermati alla immigration del JFK
    esclamare arrabbiatissimi:

    ahlahalahahalahalah !!!!!!!!!

    “Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise…”

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