Roma, 12 lug – Uno dei primi provvedimenti di Donald Trump da presidente Usa, fu un ordine esecutivo che prevedeva il divieto temporaneo di entrare negli Stati Uniti ai cittadini di alcuno Stati mediorientali. Nulla di particolarmente forte rispetto a quanto promesso in campagna elettorale sull’immigrazione. Era però un segnale, come a dire: “Signori, io faccio sul serio”. In quell’occasione però Trump vide mettersi di traverso i giudici degli States.

Dopo la lunga, estenuante e ancora viva querelle sul muro con il Messico, adesso il presidente statunitense ha annunciato che a partire da questo fine settimana avvierà il rimpatrio degli immigrati irregolari. Una notizia in realtà anticipata dal New York Times, che aveva ricevuto una “soffiata” da fonti dell’amministrazione americana. Stando a quanto riferito dal quotidiano Usa, gli agenti della Ice (Immigration and Customs Enforcement) sono pronti a individuare circa duemila clandestini in 10 città americane, tutte persone che hanno già ricevuto dei decreti di espulsione ma evidentemente non se ne sono andati. Adesso dunque dovrebbero essere intercettati, arrestati e rimpatriati.

Pronti i rimpatri

“Sono entrati illegalmente, adesso gli agenti li prenderanno e li rimpatrieranno nei loro Paesi”, ha dichiarato Trump ai giornalisti presenti alla Casa Bianca. Lo scorso mese via Twitter, il suo social preferito, il tycoon aveva d’altronde già comunicato di voler adottare questo provvedimento. Ma era stato temporaneamente bloccato dagli stessi agenti che ora dovranno invece adeguarsi. Come spesso è accaduto anche per altre questioni, Trump scrive su Twitter quello che intende fare e poi si scontra con il suo entourage, lo Stato maggiore dell’esercito oppure, in generale, con chi dovrebbe attuare quanto da lui annunciato. Non sempre insomma il presidente americano riesce nei suoi intenti, almeno non nell’immediato. Eppure difficilmente demorde.

Eugenio Palazzini

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