Roma, 17 feb – “Gli Stati Uniti stanno chiedendo a Gran Bretagna, Francia, Germania e altri alleati europei di prendersi gli 800 combattenti dell’Isis che abbiamo catturato in Siria e di processarli. Il Califfato è pronto a cadere. L’alternativa non è buona ed è che saremo costretti a rilasciarli“, è l’avvertimento via social di Donald Trump, che suona come una minaccia all’Europa.

Il presidente Usa, dopo aver confermato che le truppe americane si stanno ritirando dalla Siria “dopo una vittoria al 100% sul Califfato”, tenta così di mettere pressione ai governi europei non perdendo l’occasione di lanciare anche una frecciata alla mancata collaborazione nella guerra che ha falcidiato la Repubblica araba. Una guerra che in realtà non è affatto finita e che gli Stati Uniti hanno più volte contribuito a esacerbare. “Non vogliono vedere questi combattenti penetrare Europa, dove si prevede che vadano. Noi abbiamo fatto e speso molto, ora tocca ad altri fare il lavoro che sanno fare”, ha specificato Trump.

Parole che seguono le dichiarazioni di ieri del vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence: “Mentre sono qui davanti a voi – ha detto Pence dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco – sul fiume Eufrate l’ultimo tratto di territorio dove una volta la bandiera nera dell’Isis sventolava è stato catturato”. Dichiarazione in realtà messa parzialmente in discussione dai curdi, con il comandante Ciya Firat che parlando dalla base allestita nel campo petrolifero Al Omar, ha detto che “le operazioni militari contro l’Isis non sono concluse, ma lo saranno presto”. Firat ha poi precisato che “l’Isis sarà presto sconfitto, ma siamo ancora assediando alcune sacche di territorio” nell’area di Baghuz.

Una decisione divisiva

La decisione del presidente Usa di ritirare le truppe dalla Siria, in seguito alla proclamata vittoria definitiva sull’Isis, non è però condivisa da tutte le alte sfere statunitensi. Joseph Votel, generale alla guida del Comando centrale Usa (Centcom), in un’intervista alla Cnn  ha sottolineato di non apprezzare affatto la scelta di Trump. “Non avrei suggerito al presidente” il ritiro, ha detto Votel. Secondo il generale americano, “eliminare il califfato non è abbastanza per la sconfitta dell’Isis”.

Eugenio Palazzini

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