Roma, 9 set – Il presidente americano Donald Trump è stato nominato per il Premio Nobel per la pace 2021. La motivazione della nomina è da ascriversi al suo ruolo nell’accordo fra Israele ed Emirati Arabi Uniti, la cui firma è prevista per il 15 settembre alla Casa Bianca e sancirà la normalizzazione dei rapporti fra i due Paesi. Sapremo se il tycoon sarà effettivamente il destinatario del prezioso riconoscimento solo a ottobre del prossimo anno, dopo la fine dell’attuale mandato presidenziale.

Lo ha rivelato a Fox News Christian Tybring-Gjedde, membro conservatore del parlamento norvegese e presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, che ha personalmente presentato la candidatura dell’attuale inquilino della Casa Bianca. «Credo abbia fatto più di gran parte dei candidati per raggiungere la pace fra le nazioni», ha dichiarato Tybring-Gjedde, il quale «non si ritiene un fan di Trump», ma stima l’interesse del tycoon per la risoluzione di conflitti globali, come quello fra India e Pakistan in Kashmir, o quello fra le due Coree, senza dimenticare gli accordi diplomatici in Medio Oriente e nei Balcani

«Il comitato dovrebbe guardare ai fatti e giudicarlo su quelli, non sui suoi comportamenti», ha puntualizzato il parlamentare norvegese.  «Ci sono persone che hanno ricevuto il Premio Nobel per la pace negli ultimi anni che hanno fatto molto meno di Donald Trump: ad esempio Barack Obama non ha fatto nulla». Nella lettera di presentazione della candidatura di Trump, Tybring-Gjedde ha fatto presente che l’accordo fra Israele ed Emirati Arabi Uniti potrebbe «rendere il Medio Oriente una regione di cooperazione e prosperità».

Il regolamento dei Nobel prevede che la selezione del vincitore deve essere effettuata da cinque membri del Comitato per il Nobel norvegese, in carica per cinque anni e nominati dal parlamento di Oslo scegliendo fra le candidature inviate da membri e vincitori passati, da parlamentari e capi di Governo stranieri, da organizzazioni e istituzioni internazionali, da docenti universitari e membri del tribunale dell’Aja. Sono oltre 300 le candidature candidature inviate quest’anno, un record storico per il riconoscimento: la lista dei candidati, però, potrà essere resa pubblica soltanto fra 50 anni.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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