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tillersonWashington, 12 – Donald Trump ha deciso, il prossimo Segretario di Stato americano sarà il texano Rex Tillerson, attuale Ceo di Exxon Mobil. “Tillerson è a capo di una compagnia petrolifera che è praticamente il doppio del suo più vicino competitor” – ha dichiarato Trump a Fox News – conosce molti dei giocatori e li conosce bene. Fa grossi affari con la Russia”.

Ed è questo il fattore chiave che porterebbe alla sua nomina: Tillerson è ben visto da Vladimir Putin. Di più, ci fa affari. E il presidente degli Stati Uniti non ha avuto la benché minima remora a dirlo senza mezzi termini. Perché mai come adesso Washington ha bisogno di riallacciare relazioni distese con Mosca. Tillerson ha rappresentato in Russia, ai tempi di Boris Eltsin, gli interessi della Exxon Mobil, una delle principali compagnie petrolifere statunitensi, in Europa da tutti conosciuta come Esso. John Hamre, presidente e amministratore delegato del Center for Strategic and International Studies (del quale Tillerson è un membro del consiglio di amministrazione), ha dichiarato al Wall Street Journal che Tillerson “ha avuto più rapporti con Vladimir Putin di qualunque altro americano, ad eccezione di Henry Kissinger”.

Nel 2011 la Esso guidata da Tillerson ha firmato un accordo con Mosca per l’accesso alle risorse petrolifere nell’Artico. Un accordo valutato 300 miliardi di dollari che ha visto i primi lavori di perforazione nel 2014, poi bloccati dalle sanzioni degli Stati Uniti imposte alla Russia dopo la crisi ucraina. Nel 2013 Putin ha inoltre insignito Tillerson dell’Ordine di Amicizia, prestigiosa onorificenza russa che attesta il contributo eccezionale al rafforzamento dell’amicizia e della cooperazione tra i popoli.

Ma i legami del futuro Segretario di Stato americano con la Russia non finiscono qua. Guardando soprattutto alla politica estera del governo Trump, non è affatto trascurabile la storica amicizia di Tillerson con Igor Sechin, leader dei siloviki del Cremlino, un gruppo di politici che influenzano sia l’esercito che l’intelligence di Mosca, da molti considerato il secondo uomo più potente della Russia dopo Vladimir Putin. Lo scorso 6 dicembre, Tillerson si è pronunciato anche riguardo alle sanzioni contro Mosca. Al Biz Journals ha dichiarato: “Sono contrario alle sanzioni, perché del tutto inefficaci”. Pare proprio che Trump voglia aprire una nuova era americana, e se con l’Iran resta il gelo, con la Russia sembra dissolversi il decennale ghiaccio.

Eugenio Palazzini

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