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Roma, 3 mar – Donald Trump è stato ricoverato nell’ospedale militare Walter Reed di Washington. Il presidente degli Stati Uniti, risultato positivo al coronavirus, ha accusato tosse, febbre e affaticamento. Il ricovero è a scopo precauzionale e si è recato in ospedale in elicottero, dopo essere uscito dalla Casa Bianca camminando da solo e indossando la mascherina. Le sue condizioni dunque non sembrano affatto critiche e a quanto si apprende dai media americani adesso verrà curato con una terapia sperimentale a base di anticorpi policlonali e altre sostanze. Al contrario la first lady Melania, anch’essa positiva al Covid, ha accusato tosse leggera e mal di testa e rimarrà semplicemente in quarantena. Pur avendo cancellato, inevitabilmente, la tappa elettorale in Florida e altri eventi in programma (anche virtuali), Trump manterrà i pieni poteri e avrà a disposizione uffici presidenziali all’interno dell’ospedale.

Condizioni non allarmanti

Intanto stamani il tycoon è tornato a scrivere su Twitter: “Sta andando bene, credo. Grazie a voi tutti, CON AFFFETTO!!!”, ha cinguettato. “Il presidente continuerà a lavorare dall’ospedale'”, ha dichiarato la portavoce Kaleygh McEnany. In ogni caso “resta affaticato ma di buon umore”. E’ “sottoposto a una terapia sperimentale di anticorpi sintetici ritenuta incoraggiante”, ha fatto sapere il medico personale di Trump, Sean Conley. “E’ in grado di continuare a portare avanti i suoi compiti senza alcuna interruzione”, ha precisato il medico. “E’ al lavoro e resterà al lavoro”, ha poi specificato il capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows. A rendere noto il suo contagio era stato lo stesso Trump, con un tweet scritto giovedì in tarda serata: “La first lady ed io siamo risultati positivi al Covid-19. Iniziamo subito la quarantena e il processo di guarigione. Insieme ce la faremo!”.

Un problema politico

Inutile dire che il ricovero di Trump rischia di mettere in discussione il prosieguo della campagna elettorale o comunque di generare uno stallo unico nella storia. Non era infatti mai successo che alla vigilia del voto un candidato alla presidenza degli Stati Uniti fosse ricoverato in ospedale. Di qui tutte le incertezze che ne conseguono, almeno fino a quando non verranno chiarite del tutto le condizioni di salute del tycoon. L’unica cosa certa è che al momento “il presidente è al comando” – come dichiarato da un suo portavoce – e che la Costituzione americana prevede un passaggio di poteri volontario o meno al vicepresidente Usa, nel caso in cui lo stato di salute del presidente in carica dovesse impedirgli fattivamente di guidare la nazione.

Alessandro Della Guglia

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