Washington, 6 set – Che in America il confine fra sfera pubblica e sfera privata sia estremamente labile, se non pressoché inesistente, è un dato di fatto. Tanto che perfino un atto quasi intimo come una preghiera diventa occasione, se non di propaganda, comunque da trasmettere in diretta televisiva.

È quel che è successo nello studio ovale della Casa Bianca, dove, alla presenza del presidente seduto alla sua scrivania, si è tenuta una preghiera in suffragio alle popolazioni degli Stati Uniti meridionali colpite dall’uragano Harvey. Surreale la disposizione dei presenti, in silenzio e con gli occhi chiusi mentre il pastore recita le formule della preghiera (non di rito, a meno di non voler includere ad esempio Mike Pence o lo slogan “Make America Great Again” nella liturgia protestante) in religioso silenzio e tutti con una mano protratta verso le spalle di Trump, come a voler evocare da lui – come fosse un qualsiasi santone di una qualsiasi setta – forze mistiche per affrontare il dramma ambientale scatenatosi sul Texas. Anche se una miglior pianificazione dell’emergenza avrebbe forse fatto più al caso.

2 Commenti

  1. Oh quando finalmente c’e’ un leader mondiale che non rinnega le tradizioni e contro il globalismo sfrenato.. Ancora non vi va bene? Se caro giornalista, capissi l’inglese e’ stata una preghiera alla “americana”, del tipo quella prima di una cena, di chiare tradizioni americane. Le diro di piu, vada a vedersi il Texas una settimana fa e come e’ ora.. sembra non sia nemmeno passato l’uragano… avremmo tanto da imparare dal Texas.. in tutti i sensi! Saluti

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