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Erdogan parla, via Facetime, in diretta dall’aereo presidenziale: una delle immagini-simbolo del tentativo di colpo di Stato in Turchia

Ankara, 16 lug – E’ fallito il tentativo di colpo di Stato che, nella notte, aveva tentato di rovesciare il governo della Turchia. Nonostante il dispiegamento delle forze dell’esercito, sceso in strada in numerose città bloccando i ponti sul Bosforo ad Istanbul, dando il via a scontri nella capitale, occupando le televisioni nazionali e assediando il palazzo presidenziale, i militari golpisti non sono riusciti a prendere il potere.

Tutto era cominciato nella tarda serata di ieri, quando l’esercito ha dato il via alle operazioni, partendo dalle zone occidentali del paese per poi spostarsi fin verso la capitale. Nonostante l’annuncio della legge marziale, del coprifuoco e di una nuova costituzione, in molti hanno seguito l’invito di Erdogan a scendere in strada per opporsi al tentativo di colpo di Stato. Si sono registrate anche molte vittime: almeno 60, stando alle testimonianze, nella sola Ankara. Immediata la reazione dei leader e delle organizzazioni occidentali, da Obama alla Merkel alla Nato, che si sono schierati dalla parte del governo: forse anche per questo, in assenza di un riconoscimento o quanto meno di un non intervento internazionale, nonché del mancato coinvolgimento dell’interno esercito (la marina ad esempio si è tirata fuori dai giochi) i militari hanno desistito dal proseguire.

Dato inizialmente per disperso, in volo da Bodrum per cercare di raggiungere l’Europa in cerca di asilo, l’aereo con a bordo il presidente Erdogan non avrebbe in realtà mai lasciato i cielo del nord della Turchia. Il velivolo, un Gulfstream IV, è poi atterrato all’aeroporto di Istanbul: “In questo Paese regna soltanto il potere della nazione e questo ve lo dico in quanto presidente della Repubblica”, le prime parole di Erdogan. “Il tentativo di colpo di stato – ha continuato – è stata opera di un piccolo gruppo all’interno dell’esercito, che ha usato dei blindati. Ho sentito che nelle forze armate ci sono dei contrasti, ma si tratta di un gruppo piccolo contro tutto il resto delle forze armate e delle forze di polizia”. Erdogan ha inoltre accusato Fetullah Gulen, predicatore e suo ex alleato in esilio volontario negli Stati Uniti, da tempo accusato di star tentando di costruire uno “Stato parallelo” in Turchia, con la complicità di giornalisti, politici, componenti della società civile turca e anche militari, con l’obiettivo di rovesciare il governo guidato dall’Akp.

Anche se gli scontri sono durati solo poche ore, in Turchia si è andati ad un passo dalla guerra civile. Dopo le parole di Erdogan anche il ministro degli Interni Efkan Ala ha assicurato che il colpo di Stato è fallito, annunciando l’arresto di 800 militari coinvolti a vario titolo nel tentativo di golpe.

Nicola Mattei

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