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Roma, 5 mar – Al “sultano” non è bastato aprire le frontiere per consentire a decine di migliaia di immigrati irregolari di raggiungere il confine con la Grecia. Adesso Erdogan ha deciso pure di inviare le forze speciali, mille uomini circa, per aiutare i clandestini a entrare in territorio greco. Ufficialmente il governo di Ankara ha dichiarato che le forze speciali verranno impiegato per “impedire” ad Atene di “respingere i migranti” che stanno cercando di attraversare il confine, un modo volpino per rigirare la frittata che ovviamente resta tale.



Perché Erdogan vuole a tutti i costi generare il caos in Europa, e in attesa di ricevere dall’Ue l’ennesimo cospicuo obolo per bloccare i flussi di clandestini, fa di tutto per consentire loro di arrivare in Grecia. “Questa mattina abbiamo inviato lungo il fiume Meric (il greco Evros, ndr) mille membri delle forze speciali di polizia, completamente equipaggiati, per impedire loro di respingere” gli immigrati. E’ quanto affermato dal ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu, durante una visita alla frontiera. Soylu ha poi specificato che “il confine è stato controllato con gli elicotteri e non abbiamo intenzione di lasciare più ostacoli al passaggio di migranti”.

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La Grecia abbandonata a se stessa

Dunque mentre l’esercito greco continua a presidiare la frontiera, cercando in tutti i modi di impedirne l’accesso ai clandestini, la Turchia viceversa impiega addirittura le forze speciali per aiutare gli immigrati a sfondarla. E lo fa come se fosse normale utilizzare a tale scopo, ovvero per far attraversare illegalmente una frontiera. E’ una dichiarazione di guerra senza precedenti, ma in tutto questo la grancassa mediatica continua a parlare di “braccio di ferro tra Turchia e Grecia”, quando è chiaro anche ai sassi che siamo di fronte a un’ignobile operazione da parte di un signore, Erdogan, che la stessa grancassa mediatica accusava delle peggiori nefandezze soltanto quattro mesi. Ed è altrettanto indecente che Bruxelles si limiti a utilizzare belle parole nei confronti della Grecia, definendola “lo scudo dell’Europa” quando poi di fatto la sta obbligando a gestire da sola una situazione drammatica.

Eugenio Palazzini

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