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Roma, 2 gen – Dopo la Siria tocca alla Libia. Il Parlamento turco ha infatti approvato l’invio di truppe nell’ex colonia italiana a sostegno del governo di Tripoli guidato da Fayez al-Sarraj. Nessuna sorpresa, la mozione a favore della mossa bellica voluta dal presidente Erdogan, come facilmente prevedibile, è passata: 325 voti a favore a fronte di 184 contrari, così come annunciato dallo speaker dell’Assemblea nazionale Mustafa Sentop. Non è stata stabilita una data precisa per il dispiegamento dei militari di Ankara ma stando a quanto riferito dal vice presidente turco Fuat Oktay, il via libera del Parlamento vale per un anno: “Noi siamo pronti, l’esercito e il ministero della Difesa sono pronti”, ha dichiarato Oktay.

La mossa di Erdogan

In realtà la Turchia da molto tempo è militarmente attiva in Libia per blindare il governo di Tripoli, a cui ha inviato e continua a inviare armi per contrastare l’avanzata del generale Khalifa Haftar (a sua volta sostenuto da Egitto e Russia). L’invio di soldati sul campo, con la precisa finalità di impedire la caduta della capitale libica, è però un chiaro segnale lanciato da Erdogan. Il “sultano”, dopo aver sferrato l’attacco contro i curdi nel nord della Siria, vuole ritagliarsi sempre più un ruolo di primo piano in campo internazionale. Nel mirino turco, come storia insegna, vi sono soprattutto Medio Oriente e Nord Africa. Le stesse aree geografiche, delimitanti il Mediterraneo, che dovrebbero essere particolarmente attenzionate dall’Italia. E invece, come purtroppo noto, il governo giallofucsia è fermo al palo, incapace di alzare la voce e di ritagliarsi efficacemente uno spazio doveroso.

Il fantasma Di Maio

La mesta figura rimediata in Libia dal (non) ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è soltanto il “nadir” di un sin troppo lungo immobilismo italiano. Secondo il leader pentastellato per la Libia non vi può essere alcuna soluzione militare ma “soltanto un dialogo politico” e per imprimere una svolta è necessario attendere “la conferenza di Berlino”. Peccato che quest’ultima, ormai divenuta un miraggio da evocare tanto per, non si sa neppure quando si terrà (non è ancora stata fissata una data) e nel frattempo la guerra civile è arrivata a un punto di non ritorno. Così, mentre Di Maio è impegnato a scontrarsi con i Paragone di turno, altre potenze internazionali si apprestano a scalzarci definitivamente dalla Libia.

Eugenio Palazzini

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10 Commenti

    • Gentile Sig. Crociato,
      gentilmente, mi consenta di evidenziarLe che la NATO e la EU sono due organizzazioni governative completamente differenti sia nella loro storia che nei loro fini (la NATO, pur avendo un risvolto politico, e’ sostanzialmente un’alleanza militare, mentre la EU, pur avendo un ridicolo apparato militare (una bruttissima copia della NATO), e’ sostanzialmente un ircocervo politico).
      In aggiunta, mentre ignoro i modi ed i termini di funzionamento della EU CSDP, posso affermare che i tempi di reazione della NATO – per quanto strano possa apparire – sono alquanto lunghi. In altri termini, in NATO si passa dalla bandierina rossa ai ‘boots on ground’ solo seguendo una procedura alquanto farraginosa [FMI, ove ne avesse tempo e voglia, potrebbe cercare ‘consensus’ sul sito http://www.nato.int].
      Conchiudo dicendo che:
      a. le truppe (che sono e rimangono sempre nazionali) per passare da un’operazione NATO ad una EU (come avvenuto in Bosna i Hercegovina) non fanno altro che cambiarsi i badges sull’Uniforme, i.e. sono sempre le stesse!
      b. per quanto ne so io, la EU non ha – contrariamente alla NATO – Unita’ di pronto intervento (di reazione rapida) perennemente a disposizione.
      c. le operazioni NATO del tipo Non-Art. 5, quali quelle in Kosovo od in Libia, sono sempre precedute da una UNSCR, che ordina ed autorizza l’intervento manu militari.
      Mi scuso per la prolissita’ e La ringrazio per l’attenzione.

  1. Guerra Italo – Turca. Anno 1912. La “sublime porta” si vedeva sottratto con la forza, e senza neppure troppo sforzo, un Paese Nordafricano cardine mediterraneo dell’ Impero Ottomano! La Libia! È da allora che i Turchi sognano una simile RIVINCITA! Magari non ci speravano neanche più! Riprendersi ” de facto” la Libia e, di conseguenza, il controllo, con fisionomie da “protettorato”, sul Nord Africa! Il tutto reso possibile, (praticamente una passeggiata militare… n.d.r.), dall’ “abdicazione” al loro “ruolo” secolare militare e politico di quelle che furono le “potenze” Europee! Giunte, dopo lungo e travagliato percorso, come la braveria dell’ Innominato: a ceder l’ armi e a chiedere il riposo. Sic transit gloria mundi!

  2. Ringrazio Voi Carl Von Clausewitz. Quando si scrive si vuol dire…, anche per saperne di più.
    In poche parole la mia era in parte una provocazione perché ultimamente ho rilevato che l’ ampliamento ad est della Europa è preceduta sempre da annessione alla Nato! Perché? Qui la velocità Nato è sicuramente superiore!

    • Gentile Sig. Crociato,
      innanzi tutto, grazie per avermi letto e per la Sua cortese risposta…
      Poi, come detto altrove, io non sono un analista politico / strategico ma ho la presunzione di aver riflettuto un pochino sui fatti…
      La NATO esiste dalla primavera del 1949; la EU e’ nata otto anni piu’ tardi… in effetti, ma e’ solo una mia idea, anche io ho pensato che la EU ‘sfrutti’ la NATO come ‘test bench’… oltretutto (ad esempio), uno dei requisiti perche’ una Nazione possa entrare in NATO e’ quello di avere una democrazia consolidata (vds. il programma della Partnership for Peace)…
      Consideri anche (ma non dovrei dirlo) che, almeno per gli U.S.A., uno dei compiti della NATO era quello di ‘fermare’ il piu’ a Est possibile (vds. i risultati della ‘Argonaut Conference’ del Febbraio 1945) il prevedibile attacco dello ‘orso’ Russo verso Occidente… e questo potrebbe spiegare anche l’allargamento a Est dei confini della NATO (la guerra?! NIMBY!!)…
      E conchiudo dicendo che il ‘peso’ degli U.S.A. (degli US$? del suo ‘ombrello atomico’?) in NATO e’ ben percepito (vds. la posizione della Francia nei confronti dell’Alleanza)…
      La ringrazio per l’attenzione e Le auguro una serena giornata
      CvC

      • Quindi se ne dedurrebbe che la mano militare sopravanza sempre, senza ritegno utilizzando i turchi (non certo democratici, ma Nato), considerati, da sempre, dagli altri fratelli mussulmani semplicemente come dei bastardi. L’ allargamento ad est dei confini europei giova solo alle multinazionali tipo “coca cola”, comportando il massacro delle risorse locali rimaste (non hanno solo le risorse sciamate…). Giocando sui sentimenti (ovvia porcata) evidentemente anticomunisti, si fottono persino i contadini che in tutto il mondo appaiono simili e come apolitici sono solo vittime continue del cinismo!
        CvC… auguro altrettanta serenità e il piacere della attenzione!

        • Gentilissimo Sig. Crociato,
          mi corre l’obbligo di avvisarLa che – dandomi corda – Lei sta titillando il mio smisurato ‘ego’…
          Detto cio’, provo a risponderLe, sintetizzando, per punti.
          Forza delle armi. Non si puo’ implementare un’efficace politica estera senza avere alle spalle un credibile apparato militare… certamente Lei ricordera’ la ‘politica delle cannoniere’ del XIX Sec….
          Turchi. Ho avuto modo di conversare con persone di quella terra (a cultura medio-alta), ricavandone l’impressione di alta professionalita’ ma anche di una bizzarra ‘subalternita’’ nei confronti dei loro superiori… Mustafa Kemal Ataturk – essendo un militare – aveva le idee molto chiare ed infatti, pur avendo instaurato una dittatura (epocale), riusci’ a morire nel suo letto… da notare l’accentuata LAICITA’ – affidata alle Forze Armate (!) – del suo pensiero e della sua Costituzione… grande democrazia, durata fino all’avvento del ‘clericale’ Recep T. Erdogan (entrato da subito in contrasto con I militari, poi ‘purgati’ a dovere)… non sono pero’ ancora riuscito a capire il senso di un possibile intervento Turco in Libia…
          Multinazionali. Non a caso Lei cita la “Coca-Cola” ed accenna alla inesorabile ‘colonizzazione’ del mondo libero (liberato?) ad opera dei ‘liberatori’ a stelle e strisce… Le confesso che – fino a qualche tempo fa – stravedevo per gli Americani… ultimamente pero’ (forse anche perche’ sto studiando la lingua, la storia e la cultura Germaniche) mi stanno venendo I primi dubbi… mi e’ tornata in mente (ma la si puo’ nominare, oggi?) ‘Terza Posizione’ ed il suo essere contemporaneamente contro il capitalismo e contro il comunismo… forse e’ per questo che sono approdato al ‘Primato Nazionale’…
          Che la forza e la serenita’ siano con Lei
          CvC

          • Terza Posizione, negli intenti (così nessuno “rompe”!), è stata sicuramente tra i pochi a cercare di salvare con dignità ed intelligenza la ns. recente, triste storia.
            Gli statunitensi, per riprendersi dovrebbero, a mio modestissimo avviso, ritornare sui loro passi (culturalmente), tornare un po’ sudisti e un po’ indiani. Farebbe bene al loro ed altrui cuore.
            Grazie per “la forza” che in questo periodo è più che necessaria per tutti; alla prossima!

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