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Roma, 31 mag – Abdessamad Ejjoud, venditore ambulante 25enne processato assieme ad altri 23 marocchini accusati di appartenere a una cellula locale dell’Isis, ha confessato davanti alla corte di Salé, vicino a Rabat, di aver decapitato una delle due turiste scandinave trovate morte a dicembre. Lo riporta Tgcom24. La danese Louisa Vesterager Jespersen e la norvegese Maren Ueland, erano state violentate e poi sgozzate vicino al villaggio di Chamharouche, nei pressi di Imlil, mentre facevano trekking sull’Alto Atlante. Il villaggio è anche il campo base per per scalare la vetta più alta dell’Africa settentrionale, il monte Toubkal. Gli ultimi, agghiaccianti attimi della loro vita erano stati immortalati dai loro carnefici in un video che aveva fatto il giro del mondo. Nel filmato si vedeva una di loro chiamare la madre alcuni istanti prima che gli assassini la decapitassero con una mannaia.

Pentito

“Me ne pento”, ha dichiarato Ejjoud davanti ai giudici. Ejjoud, assieme a Younes Ouaziyad, 27 anni, e Rachid Afatti, 33, è accusato di aver giurato fedeltà all’Isis e di aver giustiziato barbaramente le due turiste in vacanza. Per questi capi di imputazione rischiano la pena di morte. Inizialmente le autorità del Paese nordafricano avevano diffuso la notizia dell’arresto e dell’esecuzione dei tre responsabili, ma quest’ultimo aggiornamento sembrerebbe smentirlo. Nonostante la confessione di Ejjoud, non è stato però possibile fare luce su quale delle due giovani avrebbe decapitato. I tre sono gli unici direttamente accusati di essere implicati negli omicidi delle due trekker scandinave, ma tutti e 24 gli accusati devono rispondere di vari capi di imputazione legati ad attività di stampo terroristico.

Cristina Gauri

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