Roma, 4 mar – Siamo al nono giorno di guerra in Ucraina e nella giornata di ieri Vladimir Putin aveva sostenuto di aver quasi raggiunto tutti gli obiettivi militari prefissati. Ripartendo dalle analisi fatte ieri, possiamo essenzialmente analizzare come la strategia bellica russa abbia una linearità da quando avviata l’invasione. Guardiamo prima di tutto la nostra nuova mappa infografica.

Ucraina mappa guerra, andamento

Ucraina, il fronte nord: Zelensky è in Polonia?

Tuttavia relativamente al fronte nord non si vedono grossi progressi nell’avanzamento delle truppe. La difesa dell’esercito ucraino si asserraglia nella città di Kiev, al momento definita accerchiata dalle stesse istituzioni nazionali. Nel frattempo è trapelata la notizia da parte dell’intelligence russa che il presidente Zelensky sarebbe riparato in Polonia. La notizia di per sé non incredibile, qualora fosse verificata potrebbe portare a una pericolosa involuzione psicologica per una parte della popolazione e dell’esercito. Seppur bisogna ricordare che gli ucraini hanno dimostrato che stanno combattendo non tanto per il proprio presidente quanto più per un sentimento nazionale.

Il fronte est: Kharkiv e la “presa per fame

Relativamente al fronte est, stando a quanto riferito da Kiev, la situazione a Kharkiv sta volgendo al peggio. Due giorni fa fonti ucraine avevano riferito di essere entrati a conoscenza di un piano congeniato da Mosca dell’invasione che sarebbe durata dal 20 febbraio al 6 marzo. Qualora questa notizia fosse vera e, considerato che l’operazione è iniziata 4 giorni dopo e che quindi dovrebbe terminare il 10 marzo, vorrebbe dire che da parte russa c’è stata una grande capacità di analisi e che nei prossimi 6 giorni potrebbe portare a termine le operazioni così come prestabilite. Questo potrebbe quindi invertire alcune analisi fatte anche sull’assedio alle città, cercando di conquistarle anche attraverso la cosiddetta “presa per fame”. L’emergenza ora diventa relativa agli approvvigionamenti di acqua e all’utilizzo dell’elettricità.

Perché la conquista di Zaporizhzhia è strategica

Sul fronte di sud-est non si registrano particolari evoluzioni, se non l’appello alla Nato del vice sindaco di Mariupol che chiede a gran voce sostegno militare. Sostegno che Stoltenberg, segretario generale, ancora oggi pare aver negato per evitare l’allargamento del conflitto. Mariupol si collega invece al fronte sud che, come abbiamo visto ieri è quello più efficace per i russi. Come previsto, l’esercito di Mosca è entrato a Mikolaiv e ora sarà pronto ad accerchiare Odessa con un’altra manovra a tenaglia. C’è stato inoltre un avanzamento verso nord e nello specifico verso Zaporizhzhia, città nota per avere una centrale nucleare attiva. Gli scontri nei pressi della stessa hanno portato all’allarme internazionale in quanto pare sia scoppiato un incendio, poi domato.

La conquista di Zaporizhzhia è assolutamente strategica per 3 motivi:

1. Perché consente di entrare in possesso di una centrale di produzione di energia elettrica tramite il nucleare civile.
2. Perché fa progredire verso nord e sul fiume Dnepr l’esercito conquistando un altro avamposto.
3. Perché da Zaporizhzhia si vicinissimi ad una città potenzialmente strategica che è Dnipro, la cui conquista significherebbe la sublimazione del possesso del sud dell’Ucraina e una nuova possibile mossa verso l’est, portando questi reggimenti verso Karkiv accerchiandola e conquistando de facto tutta la parte est del Paese.

L’importanza della presa del nord del Mar Nero è chiaramente percepibile anche per motivazioni storiche, vedasi guerra di Crimea del 1853 dove in quel caso la Russia perse contro la coalizione internazionale.

Francesco Polacchi

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Putin se volesse potrebbe distruggere nel giro di pochi giorni l’intera Ucraina, ma non l’ha fatto, sacrificando piuttosto la vita dei suoi giovanissimi soldati!

Commenta