Roma, 14 mar – Nuovo round di negoziati Ucraina e Russia, stavolta on-line e dunque ancor più impermeabili. Inutile nascondere che sussistono ben poche probabilità di giungere a un accordo per il cessate il fuoco. Da una parte Mosca non sembra infatti disposta a interrompere le operazioni belliche a stretto giro, dall’altra Kiev non intende trattare la resa. Qualche passo avanti può essere fatto oppure anche stavolta l’esito sarà un nulla di fatto sostanziale? A giudicare dalle rispettive dichiarazioni, tutto resterà com’è, ovvero la guerra proseguirà.

Le richieste di Kiev: “Cessate il fuoco e ritiro truppe russe”

“Le nostre posizioni non sono cambiate: pace, cessate il fuoco immediato, ritiro di tutte le truppe russe, e solo allora potremo parlare dei nostri rapporti di vicinato e delle nostre differenze politiche”. A dirlo è Mykhailo Podolyak, capo negoziatore e consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha pubblicato un video su Twitter poco prima dell’inizio dei negoziati di stamani. A parlare di progressi nelle trattative è Ihor Zhovkva, vice capo dell’ufficio di Zelensky, secondo cui la posizione della Russia pare adesso più costruttiva. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di arrendersi, ora sembrano avviare negoziati costruttivi“, ha dichiarato Zhovka a Bbc Radio 4.

La posizione russa: “Nessuna minaccia da Ucraina”

Le condizioni poste dalla Russia per la fine della guerra sono ormai note: riconoscimento della Crimea come territorio russo e quello delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk (Donbass) come Stati indipendenti. Oltre ovviamente alla certificazione scritta della neutralità dell’Ucraina.
A queste richieste esplicitate più volte nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov oggi aggiunge specifiche. “Dal territorio dell’Ucraina non deve arrivare nessuna minaccia per la Russia“, dice Lavrov, citato da Ria Novosti. E’ necessario “assicurarsi che nessuna minaccia provenga dal territorio dell’Ucraina per la Federazione russa, per le persone che vogliono proteggere la lingua russa, la cultura russa e le tradizioni russe, comprese le tradizioni della Chiesa ortodossa russa, e per le persone che vogliono vivere nel Paese senza subire alcuna discriminazione, in particolare quella associata alle manifestazioni neonaziste”, aggiunge Lavrov.

Cremlino: “Nessuna richiesta di aiuto a Cina”

Intanto, dopo la smentita di Pechino relativamente alle presunte richieste di armi da parte di Mosca, è arrivata anche la replica russa. “La Russia ha la capacità per un’operazione in Ucraina, non c’è alcuna richiesta di aiuto ad altri Paesi”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Lo stesso Peskov non si è poi voluto esprimere su ipotetica data per la fine di quella che la Russia continua a definire “operazione speciale” in Ucraina. Dal Cremlino non si esclude al contrario la possibilità di prendere il controllo totale di tutte le città ucraine.

Alessandro Della Guglia

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