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Roma, 14 ago – In Provenza e in altre parti del meridione francese i fiori di lavanda, oltre ad essere una nota attrazione turistica, rappresentano anche una voce importante per l’economia locale. Parliamo di coltivazioni portate avanti da circa 1500 aziende agricole grandi e piccole, che danno lavoro a 30mila persone. Da questi fiori si ricavano componenti che vengono usati per produrre profumi, cosmetici, saponi e altri prodotti igienico-sanitari. Ora la loro coltivazione è però minacciata nientemeno che dall’Unione Europea, la quale starebbe lavorando ad una direttiva che li classificherebbe come pericolosi. Quando non addirittura tossici. Potendo arrivare financo a vietare la loro coltivazione.



La lavanda francese nel mirino di Bruxelles

Qualora la direttiva venisse approvata, tutti i prodotti contenenti estratti di lavanda dovrebbero essere segnalati da etichette nere e rosse. Recando inoltre l’avvertenza che, se ingeriti, potrebbero essere fatali. I produttori che usano estratti di lavanda francese hanno fortemente criticato la direttiva in quanto a loro dire troppo estrema. L’uso improprio di questi prodotti può causare infatti, al più, solo lievi arrossamenti. In compenso, sono a rischio fallimento tanti piccoli produttori.

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L’iniziativa dei burocrati comunitari non è, peraltro, affatto nuova. Già nel 2016 da Bruxelles avevano provato ad emanare una direttiva simile, tentando di obbligare i produttori di conformarsi a queste nuove regole ma senza successo.

I produttori di lavanda francese tengono a sottolineare che non sono contrari ad avvertenze riguardo potenziali allergie. Ciò che non accettano è l’obbligo di apporre etichette simili a quelle presenti su prodotti chimici pericolosi. Sono soprattutto contrari al fatto che questa direttiva obbligherebbe tutti i produttori a condurre analisi a loro spese: un aggravio di costi non indifferenti e che in molti non potrebbero permettersi di sostenere.

Giuseppe De Santis

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2 Commenti

  1. Tutto ciò dopo averne consentito la produzione massiva anche in Bulgaria ? Sanno bene come inventarsi il “lavoro”, da noi retribuito.

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