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Ufficiali Usa a libro paga dell’Arabia Saudita: l’inchiesta choc

by Eugenio Palazzini
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Roma, 19 ott – E’ già uno scandalo che rischia di travolgere gli Stati Uniti, ma potrebbe diventare qualcosa di ancor più scioccante qualora venissero fuori tutti i nomi dei veterani a libro paga  di regimi come quello di Riad. Già, parliamo di alti ufficiali americani, in pensione, sovvenzionati dall’Arabia Saudita e non solo. E’ quanto emerge da un’inchiesta del Washington Post che fa tremare la Casa Bianca. “Più di 500 militari statunitensi in pensione hanno accettato lavori redditizi dal 2015 lavorando per governi stranieri, principalmente in Paesi noti per violazioni dei diritti umani e repressione politica”, scrive il quotidiano americano.

Ufficiali Usa pagati dall’Arabia Saudita (e non solo): l’inchiesta choc 

Il Washington Post cita l’intervento di un giudice che ha chiesto ai vertici militari Usa di fornirgli un elenco preciso dei veterani “di ogni grado” che stanno lavorando all’estero come consulenti, o per meglio dire come foreign servants, ovvero servitori al servizio di stranieri. Stando a quanto rivelato dal quotidiano statunitense, dal 2016 ad oggi sarebbero 500 i militari e ben 15 gli alti ufficiali delle forze armate Usa – tra cui addirittura ex consiglieri della Casa Bianca – ad aver lavorato direttamente per il ministero della Difesa saudita, guidato dal controverso principe Mohammed bin Salman. Quest’ultimo è peraltro accusato dall’intelligence americana di aver approvato il barbaro omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

Secondo il Washington Post, tra gli alti ufficiali in pensione pagati da governi stranieri, vi sarebbero tra gli altri il generale dei marine James Jones e il generale dell’esercito Keith Alexander. Due nomi pesanti, perché entrambi erano consiglieri per la sicurezza nazionale americana durante la presidente di Barack Obama. Il primo, James Jones, aveva pure lavorato per presidente George W. Bush.

Milioni di euro ricevuti

Alcuni ufficiali in pensione avrebbero ricevuto veri e propri stipendi, di oltre 200mila dollari. Ma secondo il quotidiano americano c’è pure chi ha ottenuto più di dieci milioni di dollari per qualche consulenza. Un generale dell’aviazione, anch’egli pensionato, avrebbe ricevuto un’offerta di lavoro dal governo dell’Azerbaigian: circa 5mila dollari al giorno. Mentre l’Arabia Saudita avrebbe assunto pure un ex Navy Seal come consigliere per le operazioni speciali: paga da 258mila dollari l’anno.

Uno scandalo nello scandalo

I veterani a libro paga rischiano grosso perché il personale in congedo statunitense non può ricevere pagamenti da qualsivoglia governo straniero per lavori di questo tipo: sulla carta potrebbero infatti compromettere il giuramento di fedeltà agli Usa. L’unica, eventuale, deroga concessa è prevista previo consenso del Congresso e soltanto per coloro che chiedono ufficialmente un permesso speciale – da sottoporre comunque al controllo dell’intelligence  americana – e chiariscono esattamente il compito che andrebbero a svolgere per il governo straniero del caso.

Eugenio Palazzini

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