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piano tsipras Bruxelles, 9 mar – Si riaccende la trattativa-scontro fra Grecia e l’Unione Europea. A meno di due settimane dal raggiunto accordo fra il governo greco e le istituzioni comunitarie sull’estensione del piano di aiuti, Tsipras incassa un nuovo duro colpo.

“La lista è lontana dall’essere completa e per essere attuata richiederà tempi lunghi”, ha spiegato Jeroen Dijsselbloem, riferendosi alla lettera inviata dal ministro delle finanze Varoufakis contenente le misure che il governo a guida Syriza-Anel andrà a varare  nei prossimi mesi. La lista oggetto del contendere contiene dettagli importanti sui generici impegni presi lo scorso fine febbraio in merito a riforme del lavoro, privatizzazioni, liberalizzazioni. L’accordo aveva lasciato l’amaro in bocca a più esponenti del partito di maggioranza, fra i quali aveva fatto scalpore il partigiano Glezos, che ha accusato Tsipras di vero e proprio tradimento.

La riunione dei ministri delle finanze, che si terrà oggi, non si occuperà tuttavia del merito della questione: la lista sarà sì presentata, ma la sua analisi verterà -secondo indiscrezioni- sulle prassi da adottare per la sua successiva approvazione (o rinvio al mittente). Una procedura già prevista nell’accordo originario, nel quale esplicitamente si concedeva alla ex Troika -Ue, Bce e Fmi- il vaglio definitivo.

Dijsselbloem conferma la sua fama di “falco”, arrivando inoltre alla minaccia di non versare alla Grecia “nessuna tranche di aiuti nel mese di marzo“. Senza, Atene non riuscirà ad onorare le scadenze di fine mese: fra queste, la parte più consistente sono gli 1.5 miliardi dovuti al Fondo monetario internazionale. In mancanza del saldo si aprono prospettive inedite, che il presidente dell’Eurogruppo sa di poter utilizzare come arma di pressione. Come già accaduto nell’ultima occasione, quando Tsipras era passato dalla rivoluzione contro Bruxelles alla capitolazione di fronte alla nuova austerità.

Filippo Burla

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