Roma, 6 mag – “Mosca ha mentito al Consiglio di sicurezza dell’Onu più volte“: a lanciare l’accusa l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield. “La Russia – sostiene – ha violato la Carta delle Nazioni Unite e ignorato l’appello globale alla fine della guerra”. E ancora: “Abbiamo immagini che confermano la presenza di fosse comuni a Bucha“. Intanto il presidente russo Vladimir Putin detta le condizioni per evacuare i civili dall’Azovstal di Mariupol: “I militari consegnino le armi“.

Gli Usa attaccano Mosca: “Ha mentito ripetutamente al Consiglio di sicurezza Onu”

Gli Usa tornano all’attacco della Russia. “Mosca ha mentito ripetutamente a questo Consiglio con una sfrenata serie di teorie del complotto e disinformazione, ogni falsità più ridicola dell’altra“, afferma l’ambasciatrice Thomas-Greenfield, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. “Non ci sono segnali che la guerra della Russia contro l’Ucraina si stia attenuando“, aggiunge. La Thomas-Greenfield inoltre sostiene che gli Usa sono in possesso di “immagini che confermano la presenza di fosse comuni a Bucha… E’ un fatto orribile con il quale il mondo deve fare i conti”.

Azovstal, le condizioni di Putin: “I soldati consegnino le armi e poi evacueremo i civili”

Intanto, sul fronte dell’assedio all’acciaieria Azovstal, dove sono asserragliati il reggimento Azov e i marine ucraini, Putin avverte: “I soldati si arrendano e consegnino le armi e poi evacueremo i civili”. “Le forze russe sono pronte a far uscire in sicurezza i civili, assicura il presidente – come riporta la Tass – a patto che le autorità di Kiev ordinino ai soldati di abbassare le armi”. Dal canto loro, i militari ucraini che combattono le forze russe nei tunnel sotto l’acciaieria di Mariupol rifiutano di arrendersi. La moglie del comandante del reggimento Azov dice che hanno giurato di “resistere fino alla fine”. Lo riporta l’Ap.

Oggi un nuovo convoglio Onu per evacuare i civili

Intanto un nuovo convoglio Onu è atteso stamattina per evacuare i civili nel sito siderurgico, scontri permettendo. Dal canto loro i russi confermano che i corridoi sono attivi. “Circa 500 civili sono già stati evacuati dalla città di Mariupol”. Lo rende noto la presidenza ucraina, precisando che l’operazione di evacuazione prosegue. “Se c’è un inferno nel mondo è ad Azovstal. Gli ultimi 11 chilometri quadrati di libertà a Mariupol sono stati trasformati in un inferno“, afferma il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andriushchenko. Il controllo sullo stabilimento appare ormai cruciale per i destini della guerra, considerato il valore strategico e anche simbolico. I russi potrebbero prendere Azovstal entro il 9 maggio, giorno della vittoria contro la Germania nella Seconda guerra mondiale.

Adolfo Spezzaferro

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