New York, 12 mag — Per molti un pericoloso criminale, per tanti altri, probabilmente, il proverbiale «eroe di cui avevamo bisogno»: parliamo di Fred Innocent, senzatetto afroamericano di New York finito in carcere con l’accusa di “crimini d’odio» per aver defecato su una bandiera dell’orgoglio gay e averne usato una seconda per pulirsi il sedere, a mo’ di carta igienica.

Defeca su una bandiera gay, arrestato

Secondo quanto riportato dal New York Post l’episodio si è verificato la mattina del 15 aprile scorso, quando il clochard di 45 anni si è introdotto in un bar dell’Upper West Side e ha prelevato due bandiere del Pride da un tavolo. Ne ha appoggiata una sopra una sedia, ci ha defecato sopra e si è pulito il fondoschiena con la seconda. E’ toccato a un dipendente del ristorante nel proprio turno delle pulizie, Enrique Trujillo, scoprire il «regalino» lasciato da Innocent. «Ho sentito un odore davvero cattivo», ha raccontato Trujillo. «Ho iniziato a pulire vicino agli angoli: è stato allora che ho visto». L’incidente, se così lo vogliamo chiamare, è avvenuto sotto una telecamera di sorveglianza, che ha immortalato l’atto dall’inizio alla fine. Innocent è stato anche accusato di furto con scasso e violazione di domicilio connessi al crimine.

Crimine di odio 

Grande lo sdegno dei lavoratori del ristorante, molti dei quali si identificano nello spettro Lgbt. «Questo è stato un crimine di odio totale», ha sentenziato al Daily News Courtney Barroll, proprietaria del ristorante. Stando alla sua ricostruzione, il senzatetto 45enne «È arrivato entro 15 minuti dall’apertura del ristorante. Sarebbe potuto andare da Popeyes o da McDonald’s dietro l’angolo. Avrebbe potuto usare i tovaglioli». Invece Innocent, forse attirato dai colori, forse per antipatia o menefreghismo nei confronti della bandiera arcobaleno, forse ritenendo un ampio pezzo di stoffa più acconcio per il comfort delle proprie terga, ha preferito la bandiera dell’orgoglio gay.

«Sosteniamo tutti, indipendentemente dal tipo di background, razza o stile di vita», ha aggiunto Barroll, ipotizzando che, a parer suo, Innocent avesse deliberatamente usato la bandiera gay per intolleranza nei confronti del mondo Lgbt. Lo Stato di New York definisce un crimine d’odio se la vittima è stata presa di mira «a causa di una percezione sulla sua etnia, colore, origine nazionale, discendenza, sesso, religione, pratica religiosa, età, disabilità o orientamento sessuale, o quando tale atto è commesso come risultato di quel tipo di percezione. Questi reati possono prendere di mira un individuo, un gruppo di individui o proprietà pubbliche o private».

Giustizia è fatta

Così, in una delle città d’America con il più alto tasso di crimini violenti, il dipartimento di polizia di NY ha lavorato instancabilmente per rintracciare Innocent, pubblicando le immagini delle telecamere e promettendo una ricompensa di 3.500 dollari per chi avesse informazioni sul colpevole. Ieri è arrivato l’arresto del senzatetto, colpevole di avere defecato sullo straccio sbagliato. Giustizia sociale — almeno per i ricchi proprietari del ristorante gay-friendly — è fatta.

Cristina Gauri

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