Washington, 25 feb – La notte degli Oscar, che ha elargito premi in base a pruriginose «quote etniche», rimarrebbe incomprensibile senza uno sguardo sui promotori politici di questo «antirazzismo militante». Insomma, Green Book non nasce dal nulla. Mattatori di questa campagna anti-Trump e politicamente corretta sono, come al solito, i democratici. Un’idea riproposta di recente, infatti, prevede un risarcimento in denaro ai discendenti di quei neri che in passato hanno patito schiavitù e discriminazione. E la proposta non arriva da politici qualsiasi, bensì da diversi candidati alle primarie per le Politiche 2020. Arriva, in pratica, da possibili sfidanti di Trump.

La proposta dei dem

Secondo la senatrice dem Elizabeth Warren, per esempio, è arrivato il tempo di «affrontare la storia oscura della schiavitù e delle discriminazioni sancite dal governo in questo Paese, una storia che che ha avuto molte conseguenze, tra cui minare la capacità delle famiglie nere di costruire ricchezza in America per generazioni». Di qui i doverosi risarcimenti ai discendenti degli schiavi neri. Dello stesso avviso è la senatrice Kamala Harris, anche lei in corsa alle primarie del Partito democratico: «Dobbiamo essere franchi – ha dichiarato in un’intervista in radio – e ammettere che in questo Paese non tutti hanno le stesse possibilità». Di conseguenza, i risarcimenti agli afroamericani «sarebbero un ottimo investimento nella comunità nera».

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Una strategia vincente?

Naturalmente, una misura del genere verrebbe a costare uno sproposito: secondo alcuni calcoli, si parla di trilioni di dollari. Anche per questo motivo, Barack Obama, Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono espressi in passato contro questa proposta. Eppure, sembra un’idea molto in voga tra i paladini del politicamente corretto e dell’antirazzismo militante. Del resto, dopo lo choc dell’elezione di Trump, i democratici Usa hanno puntato proprio su un inasprimento delle loro battaglie egualitariste, imbarcando donne e rappresentanti di minoranze etniche nelle loro liste. Alle elezioni di Midterm, però, questa strategia non ha permesso ai dem di sfondare. Perché, quindi, dovrebbe funzionare nel 2020?

Elena Sempione

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