Roma, 25 feb – Umanitari con tutti, tranne che con i propri dipendenti. Il segretario generale di Amnesty International Kumi Naidoo si è visto  recapitare, qualche giorno fa, le missive di sette dirigenti della Ong in cui si dichiarano pronti a dare le dimissioni, dopo che una relazione della società KonTerra Group – pubblicata qualche settimana fa – ha svelato l’esistenza di un clima di lavoro “tossico” con numerosi episodi di mobbing, bullismo, sessismo e razzismo. Lo ha riportato il Guardian.



“Sono stati commessi errori”

“Siamo veramente dispiaciuti che la maggioranza dei colleghi si senta sottovalutata e non supportata, e siamo disposti a fare tutto il possibile per cambiare questa situazione”, scrivono i dirigenti, che dopo l’uscita del report di Konterra, si sono visti costretti ad ammettere che “sono stati fatti errori” e ad assumersi la responsabilità per il “clima di tensione e sfiducia” all’interno dell’organizzazione. “Nell’interesse di Amnesty International, abbiamo tutti detto a Kumi che ognuno di noi è pronto a farsi da parte”. Naidoo dovrebbe ideare un piano di riforma del lavoro interno entro marzo, che riguarderà anche la leadership della Ong.

Due suicidi

Ricordiamo che la relazione di KonTerra Group svelasse l’esistenza di “diverse segnalazioni di manager che sminuiscono i dipendenti durante le riunioni, escludendo deliberatamente determinati membri dallo staff o facendo commenti umilianti e minacciosi come: ‘Sei una merda’!”. La ricerca denuncia anche che bullismo e nepotismo. Il rapporto indipendente venne commissionato dalla stessa Amnesty in seguito al suicidio di due dipendenti, avvenuti l’anno scorso a poche settimane di distanza l’uno dall’altra. I sette dirigenti dimissionari  sono: Anna Neistat, direttore senior per le ricerche; Thomas Schultz-Jagow, direttore senior delle comunicazioni; Colm O’ Cuanachàin, direttore senior dell’ufficio del segretario generale; Julie Verhaar, direttore senior per la raccolta fondi; Minar Pimple, direttore senior delle operazioni globali; Richard Eastmond, direttore senior dei servizi e Tawanda Mutasah, direttore senior per le questioni legali. Naidoo tiene a precisare che potrebbe non accettare tutte le dimissioni: “il cambiamento [all’interno di Amnesty, n.d.a.] deve avvenire in modo realistico, strutturato e non un pezzo per volta onde assicurare la necessaria continuità e anche con la dovuta sensibilità per le difficoltà che stiamo affrontando all’interno dell’organizzazione”.

Cristina Gauri

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