nativi protestanto per l'oleodottoRoma, 10 feb – I sioux sono sul piede di guerra, ancora una volta i loro diritti di popolazioni native sono stati calpestati, da coloro che hanno preso le loro terre, distrutto la loro cultura e destinati all’estinzione. Proprio in questi giorni l’amministrazione Trump ha firmato il via libera finale per terminare il progetto da 3,8 miliardi di dollari per trasportare petrolio dal Nord Dakota all’Illinois.

La costruzione dell’oleodotto Dakota era stata arrestata diverso tempo fa, a causa delle proteste da parte dei Sioux, esso chiama in causa delicate questioni ambientali che minacciano anche le sensibilità etniche degli Indiani d’America. Il presidente della Tribù Dave Archambault II era in volo per Washington per incontrare l’amministrazione statunitense quando è arrivata la notizia del via libera, la reazione dei Sioux non si è fatta attendere, immediatamente è stato annullato l’appuntamento previsto.

Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer ha detto più volte nelle ultime settimane che il presidente Trump si sarebbe assicurato che il progetto portasse dei benefici a entrambe le parti, mettendo sul piatto le doti da negoziatore di “The Donald”. In realtà le trattative non sono mai partite e il progetto è ora stato approvato (questa è la maggiore accusa nei confronti del presidente). Energy transfer, la società che si occupa della realizzazione del Dakota Acces, ha assicurato che i lavori inizieranno immediatamente dopo essersi interrotti lo scorso settembre.

Mauro Pecchia

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