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Roma, 5 lug – Mentre Donald Trump celebrava il giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti alla Casa Bianca, a Baltimora i Black lives matter hanno abbattuto la statua di Cristoforo Colombo. Le proteste “antirazziste” e gli attacchi iconoclasti proseguono insomma senza freni, con i manifestanti che ieri hanno chiesto la rimozione di tutti i monumenti dedicati all’esploratore italiano nel Paese perché da loro giudicato responsabile del genocidio e dello sfruttamento dei nativi americani. Nel frattempo però, i monumenti, li distruggono senza pietà. Nei pressi di Little Italy, a Baltimora, la statua di Colombo è stata tirata giù con delle corde.

Ma come precisato da Fox News si tratta soltanto di un episodio. Perché anche Miami, Richmond, Boston e St.Paul sono stati vandalizzati o rovesciati altri monumenti sempre dedicati a Colombo. A Boston la statua è stata decapitata. Il Baltimore Sun ha diffuso immagini in cui si vedono i manifestanti che dopo aver abbattuto la statua la trascinano verso il porto e la gettano in mare.

“Non gli permetteremo di abbattere statue”

Pressoché in contemporanea, alla Casa Bianca, il presidente Usa pronunciava parole decisamente forti a difesa proprio di Colombo. “Difenderemo, proteggeremo e preserveremo lo stile di vita americano iniziato nel 1492 con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo e insieme combatteremo per il sogno americano”, ha dichiarato Trump durante le celebrazioni per il 4 luglio. “Non permetteremo alla folla arrabbiata di buttare giù le nostre statue, cancellare la nostra storia, indottrinare i nostri bambini e calpestare le nostre libertà. Proteggeremo i nostri valori, le nostre tradizioni, i nostri costumi e le nostre credenze”, ha poi tuonato il tycoon. Considerato quanto stava accadendo in diverse città Usa, proprio nel momento in cui Trump lanciava questo monito, è chiaro che è stato permesso eccome di abbattere le statue.

Le antinomie del “sogno americano”

E’ altrettanto evidente che gli Stati Uniti stiano vivendo l’ennesimo momento storico in cui saltano a galla tutte le contraddizioni insite in una società profondamente divisa.
“Gli eroi americani hanno sconfitto i nazisti e i fascisti, ora – ha assicurato Trump – siamo vicini a sconfiggere la sinistra radicale, gli anarchici, gli agitatori, i saccheggiatori e le persone che, in molti casi, non hanno assolutamente idea di cosa stanno facendo”. Attacchi e contrattacchi, fatti e misfatti, inseriti tutti nello stesso calderone. Nel frattempo però l’american dream continua a bruciare, in preda a tutte le sue antinomie.

Eugenio Palazzini