Roma, 23 dic – “Non saremo al sicuro finché non lo sarà tutto il mondo”. Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, ad agosto scorso metteva le mani avanti sui vaccini anti Covid. Il succo era: non basta somministrarli nel cosiddetto “mondo ricco”, se poi quello povero resta scoperto. Da allora si è innescato un acceso dibattito sulla questione, emerso in particolare con la variante Omicron che secondo alcuni sarebbe spuntata a causa delle mancate vaccinazioni in Africa. Posto che davvero le cose stiano così, al netto cioè dell’incertezza che ancora regna sovrana su questo tema, fa strabuzzare gli occhi quanto accaduto in Nigeria. La nazione più popolosa del continente nero, nonché la settima del mondo per popolazione, ha infatti distrutto un milione di dosi del vaccino di AstraZeneca.

Nigeria, vaccini AstraZeneca distrutti: “Le dosi erano scadute”

Come è possibile che sia accaduto? Secondo le autorità nigeriane, le dosi in questione – donate qualche mese fa dal suddetto “mondo ricco” – erano scadute, quindi ormai chiaramente inutilizzabili. “Abbiamo ritirato con successo 1,06 milioni di dosi di vaccini AstraZeneca che erano scadute”, ha dichiarato il direttore dell’Agenzia di coordinamento del piano vaccinale nigeriano Faisal Shuaib. Per l’esattezza la consegna è avvenuta lo scorso ottobre, ma i medici che avrebbero dovuto somministrare i vaccini si sono accorti che la scadenza era stabilita a novembre. Dunque avrebbero avuto pochissimo tempo a disposizione per provvedere ad avviare la vaccinazione per la popolazione.

A quel punto il governo di Abuja ha optato per la distruzione delle fiale, avvenuta con un bulldozer in un apposito sito dove erano custodite. Un’operazione effettuata peraltro di fronte alle autorità sanitarie e alla stampa locale. “Abbiamo mantenuto la nostra promessa di essere trasparenti, la distruzione di oggi è un’opportunità per i nigeriani di avere fiducia nel nostro programma di vaccinazione”, ha detto Shuaib, citato dalla Reuters. E ancora: “Sapevamo che avevano ormai una breve durata di conservazione, ma era un momento in cui la fornitura di vaccini era molto scarsa”.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Solo quando si sa che un prodotto non fa un beato c…o si rifila anche scaduto, nella “migliore” etica capitalistica. Quindi è solo da valutare la reale etica sottesa.

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