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Damasco, 10 set – Quanto sia importante il piano informativo nelle guerre moderne è oramai palese a tutti. Quel che forse ancora stupisce è il grado di simbiosi raggiunto tra gli Stati ed il sistema dei media, sia cartaceo che online. Un rapporto ovviamente da sempre stretto, ma mai come oggi.
Solo quindici anni fa, durante il secondo conflitto del Golfo, benchè larga parte dei media sostenessero la posizione guerrafondaia della Nato, era ancora possibile leggere giornali importanti che riportassero analisi contrarie all’intervento e grandi firme prendersi la libertà di essere contrari a questa guerra.
Ora è impossibile. Il grado di servilismo è definitivo e nel teatro siriano la frattura tra quel che i media raccontano e i dati raccolti sul campo che riescono a filtrare in occidente grazie a reporter indipendenti e all’uso della rete e dei social è inquietante. Di fatto ogni singola “fake news” che è stata smentita da prove e fatti fino ad ora è sempre stata diffusa dai media mainstream che non smettono di chiamare “ribelli” quelli che sono terroristi, di parlare di “attacchi chimici” da parte del regime di Assad” quando non esistono prove in questo senso, di considerare “volontari” i White Helmets quando è palese che sono una delle tante ONG legate all’intelligence occidentale la cui funzione era soprattutto costruire immagini “direttamente dal fronte” (posticce ovviamente) per danneggiare l’immagine di Assad e giustificare un intervento occidentale in Siria.
Questo conflitto tra propaganda e verità si è arricchito di nuovi accadimenti. Google su pressione della nuova linea anti iraniana promossa dalla presidenza Trump ha recentemente affermato di aver chiuso canali youtube legati all’Iran e account GooglePlus afferibili all’Iran. Anche Facebook e Twitter da qualche settimana hanno lavorato per rintracciare e chiudere account russi ed iraniani “sospetti”. Particolarmente inquietante per tempismo è la chiusura dei cinque canali di Stato siriani su youtube: Syrian Presidency, Syria MoD (Ministry of Defense), SANA, e Sama TV sono i canali chiusi. Curiosamente proprio a ridosso dell’offensiva di Idlib. Una tempistica inquietante.
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La battaglia di Idlib è già nei media una delle ultime grandi occasioni per legittimare un intervento occidentale prima che il fronte anti assadista crolli definitivamente e quindi sono moltissime le menzogne e le azioni che tentano di influenzare l’esito di questo scontro. Gli Usa hanno, ad esempio, già rilasciato dichiarazioni in cui affermano che sanno che Assad userà armi chimiche. Un palese non senso militare: una squallida menzogna per giustificare un intervento.
Il fatto stesso che ora vengano chiusi questi canali youtube purtroppo lascia intendere il tentativo occidentale di voler provare a costruire una finta storia e non lasciare il tempo ad Assad e alleati di portare alla luce la verità. Purtroppo la guerra non è finita e qualunque menzogna per legittimare un intervento verrà utilizzata: finti attacchi chimici, terroristi uccisi spacciati per “oppositori siriani”, persino false flag non sono da escludere. La vittoria è dietro l’angolo e il tempo per gli Usa e i sauditi per non essere sconfitti è sempre meno; il pericolo dunque, è massimo.
Guido Taietti

1 commento

  1. A me pare che a livello popolare invece sia ben diffuso l’appoggio ad Assad e alla Russia.
    Delle porcate NATO si é fatto un gran parlare, e CHIUNQUE voglia avere una idea di cosa sia successo in Iraq e Afghanistan ha tutti gli strumenti per comprendere.
    Ad oggi inizia a spavemtarmi, semmai, un certo appiattimento su posizioni speculari a quelle dei “peggiori nemici dell’Umanità” (USA e Israele). Essere contro l’imperialismo USA e il genocidio dei palestinesi é condizione (per me) necessaria ma NON SUFFICIENTE per essere nel giusto. Si deve vedere cosa si fa e in nome di che cosa.
    Ben venga il mondo multipolare… di Russi, Cinesi, Brasiliani.. ben venga una VERA decolonizzazione dell’Africa dai Francesi (per me pari sono con gli americani).. ma liquidare l’opposizione siriana con un “tutti terroristi” é veramente semplicistico.

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