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aereo GermanwingsRoma, 2 apr – Non c’è tragedia che non abbia il suo bel mistero. Lo schianto del volo Germanwings ha il video segreto, quello in cui ci sarebbe ciò che abbiamo sempre immaginato dei disastri aerei ma non abbiamo mai visto: gli ultimi istanti a bordo prima dell’impatto, le scene di panico e disperazione di chi sa di essere condannato a morte certa.

Tutto questo sarebbe stato ripreso in un filmato registrato dal telefono cellulare di una delle vittime, poi recuperato tra i rottami sulle Alpi francesi. Il quotidiano francese Paris Match e quello tedesco Bild avrebbero saputo dell’esistenza del video da una fonte interna all’inchiesta.

Secondo quanto descritto dai giornalisti, il filmato sarebbe molto caotico, date le circostanze, ma con urla di terrore chiarissime. Si sentirebbero, inoltre, i colpi che il comandante assesta alla porta della cabina di pilotaggio per cercare di sfondarla. Poi un rumore più forte, molto più forte: l’aereo si è schiantato.

Particolari agghiaccianti, che smentiscono la tesi consolatoria per cui solo il pilota si sarebbe accorto della folle decisione di Lubitz, mentre i passeggeri sarebbero andati incontro alla morte con inconsapevole serenità. Sul fatto che un filmato del genere esista, tuttavia, ci sono molti dubbi. Già di per sé la circostanza fortuita per cui, in un impatto del genere, un telefonino riesca a salvarsi integro e funzionante appare incredibile.

Gli inquirenti francesi, in ogni caso, smentiscono con decisione: secondo tenente colonnello della gendarmeria Jean-Marc Menichini, le informazioni diffuse da Paris Match sono “totalmente false” e “infondate”, perché i dati contenuti nei telefoni cellulari rinvenuti sul luogo dell’incidente “non sono ancora stati esaminati”. Anche il procuratore di Marsiglia, Brice Robin, ha detto che “allo stato attuale delle indagini non esistono video dell’incidente”.

Il vicedirettore di Paris Match, Le Sommier, sembra tuttavia molto sicuro del fatto suo: “Abbiamo controllato. Siamo fiduciosi della fonte, vicina agli inquirenti. Le immagini sono mosse ma l’audio non lascia dubbi”.

Giuliano Lebelli

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