Roma, 4 mag – Embargo totale sul petrolio russo entro la fine del 2022. E’ quanto annunciato dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento in plenaria al Parlamento europeo. Ma Slovacchia e Ungheria potrebbero essere esentate fino alla fine del 2023.

Von der Leyen: “Embargo totale su petrolio russo, ecco come”

“Ora affrontiamo la nostra dipendenza dal petrolio russo. Sia chiaro: non sarà facile. Alcuni Stati membri dipendono fortemente dal petrolio russo. Ma dobbiamo semplicemente lavorarci sopra. Ora proponiamo un divieto al petrolio russo. Questo sarà un embargo totale di importazione su tutto il petrolio russo, marittimo e da oleodotto, greggio e raffinato“, ha dichiarato la von der Leyen annunciando il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia.

“Ci assicureremo di eliminare gradualmente il petrolio russo in modo ordinato, in modo da consentire a noi e ai nostri partner di garantire rotte di approvvigionamento alternative e ridurre al minimo l’impatto sui mercati globali” ha precisato il presidente della Commissione Ue. “Questo è il motivo per cui elimineremo gradualmente la fornitura russa di petrolio greggio entro sei mesi e di prodotti raffinati entro la fine dell’anno. Pertanto, massimizziamo la pressione sulla Russia, riducendo allo stesso tempo al minimo i danni collaterali a noi e ai nostri partner in tutto il mondo. Perché per aiutare l’Ucraina, la nostra stessa economia deve rimanere forte”, ha poi detto la von der Leyen.

Un piano arduo, ma non solo

Un piano piuttosto ambizioso che ad ora appare quasi chimerico, considerato quanto greggio importano molte nazioni europee dalla Russia e la relativa difficoltà nel riuscire a differenziare gli approvvigionamenti rivolgendosi a esportatori alternativi. Restano poi in sospeso due questioni su tutte: l’affidabilità di questi eventuali partner esteri e i costi che rischiano seriamente di schizzare alle stelle. Per non parlare ovviamente della “dipendenza”, perché l’Europa resterebbe comunque dipendente da qualcuno, almeno nella lunga fase iniziale di smarcamento dalle forniture di Mosca. C’è poco da stare allegri insomma, nonostante l’entusiasmo di facciata mostrato dalla von der Leyen.

Slovacchia e Ungheria esentate?

Ma non è tutto, perché come accennato a inizio articolo, nel frattempo due Paesi membri dell’Unione europea stanno per ottenere una sorta di “deroga speciale” e per certi versi clamorosa. Parliamo di Slovacchia e Ungheria, entrambe apertamente refrattarie a rinunciare al petrolio russo.

Leggi anche: Sanzioni Ue sul petrolio: l’Ungheria fa muro e la Slovacchia si sfila

E così, oggi, una proposta presentata dalla Commissione europea agli Stati membri prevede l’esenzione fino alla fine del 2023 dall’applicare il blocco delle importazioni da Mosca sia per Budapest che per Bratislava. Alla faccia dell’unione.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Ma non poteva esentare anche l’Italia ? Non c’è due senza tre, ma l’Italia tanto è l’agnello sacrificale quindi può anche rimanere strangolata nelle maglie della eccellente politica europea. Grazie nonnina, sei una nonnina fantastica; siamo tutti figli di Dio, peccato che il nostro sia un Dio minore.

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